Un master universitario in mediazione interculturale

consegna-diplomi-gruppo-2013di Cristina Martini

Un master universitario, con formazione a distanza, per imparare a fare mediazione interculturale e gestione dei conflitti. Un master per la gestione dei conflitti e per rispondere alle sfide della società multiculturale. Un master, infine, per insegnare anche l’italiano come seconda lingua (Italiano L2) agli immigrati; e per lavorare nel mondo della sanità e del sociale.

L’Università degli Studi di Verona, con il Centro Studi Interculturali diretto dal professor Agostino Portera, propone anche quest’anno il master in Intercultural Competence and Management, nella formula delle lezioni in e-learning e dei seminari in presenza. Un corso universitario – iniziato nel 2003 – che comprende la comunicazione interculturale, la gestione dei conflitti e la mediazione interculturale in ambito aziendale, educativo, sanitario, sociale, giuridico, dei mass media e per l’insegnamento dell’italiano L2.

“C’è un aspetto di questo nostro master che è di grande utilità per le allieve e gli allievi che operano in un contesto multiculturale qual è il nostro”, spiega il professor Portera, ordinario di Pedagogia generale e di Pedagogia interculturale nell’Ateneo scaligero. “E’ la parte di formazione a distanza del master. La formazione online, infatti, con la piattaforma per l’elearning, consente anche a chi lavora di aggiornarsi e di migliorare il proprio curriculum”.

I seminari in presenza del master in Intercultural Competence and Management – che non sono obbligatori ma sono comunque consigliati –  consentono poi di confrontarsi con professionisti che hanno una esperienza pluriennale nella docenza universitaria. “Abbiamo voluto insegnanti che avessero un approccio pratico alla mediazione interculturale e alla gestione dei conflitti”, sottolinea il professor Portera. “Ma che allo stesso tempo fondassero quella pratica in solide basi scientifiche, quali sono quelle della Pedagogia interculturale e della Comunicazione”.

Lo scopo del master universitario in Intercultural Competence and Management (mediazione interculturale e gestione dei conflitti) è duplice: da un lato, accrescere le competenze per chi opera in campo educativo, aziendale, sociale, sanitario, del giornalismo e della comunicazione; dall’altro, riqualificare a livello professionale chi vuole intraprendere una nuova professione in una società, come quella italiana, che è multiculturale da sempre.

“Le allieve e gli allievi hanno modo di specializzarsi, con i moduli specialistici del master, nella mediazione interculturale e nella gestione dei conflitti in ambito aziendale, in ambito educativo, in quello sociale e sanitario e nell’ambito dei media”, sottolinea il professor Portera. “Abbiamo poi una particolare attenzione per l’insegnamento dell’italiano come lingua seconda (italiano L2), con docenti di primissimo livello. Il diploma che diamo alla fine del corso di studi è il simbolo delle competenze acquisite”.

Le iscrizioni al master in Intercultural Competence and Management (mediazione interculturale e gestione dei conflitti) sono aperte fino al 15 novembre. Per avere tutte le informazioni su un corso che prepara alle sfide della società multiculturale, basta consultare il sito del Centro Studi Interculturali dell’Università degli Studi di Verona. In alternativa, scrivere a: centro.interculturale@ateneo.univr.it. Oppure telefonare allo 045.8028164 (dal lunedì al giovedì, ore 10-12).

Immigrazione e conflitti, il Master dell’Università di Verona

consegna-diplomi-gruppo-2013di Maurizio Corte

Nella stagione dell’insicurezza legata alla globalizzazione, nella stagione dell’immigrazione non solo economica ma provocata anche dai conflitti, il Centro Studi Interculturali dell’Università di Verona ripropone la nuova edizione del Master in “Intercultural Competence and Management – comunicazione, gestione dei conflitti e mediazione interculturale in ambito aziendale, educativo, sanitario, sociale, giuridico, dei mass media e per l’insegnamento dell’italiano L2”.

Diretto dal professor Agostino Portera, direttore del Centro Studi Interculturali, il Master – in modalità e-learning con formazione a distanza – prepara professionisti che sanno gestire i conflitti e fare mediazione interculturale negli ambiti più diversi. Il mondo aziendale ha bisogno di addetti che sappiano relazionarsi con persone di differente cultura: sia nelle relazioni internazionali che nella comunicazione interna con collaboratori stranieri immigrati.

La scuola vede crescere la presenza di studenti e studentesse di origine straniera, figli di immigrati e spesso nati in Italia. Così accade nel mondo della sanità (ospedali, ambulatori) e nei servizi sociali. Nel mondo giuridico saper dialogare con persone di differente cultura vuol dire comprendere la comunicazione e saper fare mediazione.

Quanto ai mass media e ai social media, essi hanno un ruolo fondamentale nelle operazioni di integrazione sociale e culturale e di “peace building”. L’insegnamento dell’italiano come seconda lingua (L2) è infine una competenza sempre più richiesta sia nel mondo della scuola e della formazione; sia nei progetti di integrazione e di collaborazione interculturale.

Il Master in “Intercultural Competence and Management – comunicazione, gestione dei conflitti e mediazione interculturale”, attivo dal 2003 nel Centro Studi Interculturali dell’Università degli Studi di Verona, rinforza il curriculum degli allievi e delle allieve che lo frequentano. Dà quella specializzazione e quella formazione culturale e personale utili in una società complessa, caratterizzata dall’immigrazione, dalla globalizzazione e dalla internazionalizzazione delle relazioni economiche e culturali.

Il linguaggio giornalistico della cronaca nera

di Cristina Martini

Analisi dei media e giornalismo vanno di pari passo. Studiare il linguaggio utilizzato dai media per costruire un fatto di cronaca è essenziale per un giornalista che vuole essere consapevole di ciò che scrive e dell’orizzonte di senso che le sue parole creano. Venerdì 17 aprile la ricercatrice Cristina Martini sarà ospite del corso di Giornalismo interculturale e multimedialità del corso magistrale in Editoria e Giornalismo dell’Università degli Studi di Verona per presentare le attività del gruppo ProsMedia e parlare di pregiudizi e stereotipi veicolati dalla stampa sui temi del femminicidio e della violenza di genere.

La relazione si baserà sulla presentazione dei risultati e della ricerca condotta da Cristina Martini “Uomini che odiano le donne. Come l’agenzia di stampa Ansa rappresenta i casi di femmicidio secondo la nazionalità dei protagonisti”, da cui ha preso vita l’Osservatorio sul femmicidio. Sostenere che la violenza sia originata da un “raptus”, che uno stalker perseguiti la sua ex-compagna per “passione”, che un qualsiasi atto violento nei confronti di una donna sia giustificabile perché mosso da “amore”, o stigmatizzare la vittima ed esaltare le doti positive del colpevole sono tutti comportamenti giornalistici a cui siamo purtroppo “abituati”, ma sono anche atteggiamenti pericolosi, in quanto veicolano un messaggio sbagliato, parziale, pregiudiziale e stereotipato.

Comprendere queste prassi aiuterà i futuri giornalisti a fare attenzione al peso delle parole portando avanti un’idea di giornalismo attento, un bagaglio di buone pratiche volte al rispetto dei protagonisti dei fatti di cronaca e delle storie che si vogliono di raccontare.

Globalizzazione e neoliberismo

79408_Laudanna 1009.qxddi Elena Guerra

L’educazione al centro dei grandi temi migratori, economici e dei conflitti. Un tema ampio quanto mai attuale quello trattato nel Manuale di pedagogia interculturale di Agostino Portera (Laterza editore) e che sarà presentato durante l’incontro “Globalizzazione e neoliberismo: risposte interculturali” mercoledì 8 ottobre dalle 17.30 alle 19.30 all’Università di Verona, aula T5 del Polo Zanotto, via dell’Università. Partecipano Duccio Demetrio,  pedagogista e studioso dell’Università degli studi di Milano-Bicocca e Libera Università dell’autobiografia di Anghiari, e Michelangelo Bellinetti, giornalista professionista al quotidiano L’Arena, già consigliere nazionale dell’Ordine dei giornalisti e docente a contratto all’Università di Verona, che discuteranno degli aspetti della globalizzazione e del neoliberismo con l’autore Agostino Portera, direttore del Centro Studi interculturali dell’ateneo scaligero, e Daniela Brunelli, presidente della Società Letteraria di Verona. Il seminario è  utile ai fini dell’aggiornamento degli insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado. A richiesta, sarà rilasciato l’attestato di partecipazione.

Giornalismo interculturale e comunicazione nell’era del digitale: presentazione del libro

cop libro cedamdi Cristina Martini

Giornalismo interculturale e comunicazione nell’era del digitale. Il libro di Maurizio Corte, con il lavoro di ricerca svolto dal gruppo di ProsMedia (oltre a Maurizio Corte, anche Elena Guerra, Cristina Martini e Nina Kapel) sul tema “media e immigrazione”, sarà presentato giovedì 15 maggio, dalle ore 10.10 alle 11.30, nell’aula T3 del Polo didattico Zanotto dell’Università di Verona, in viale dell’Università. Interverranno, oltre all’autore, anche Agostino Portera, ordinario di Pedagogia interculturale; Carlo Melegari, direttore del Cestim (Centro studi immigrazione) di Verona; Elena Guerra, del gruppo di analisi interculturale dei media ProsMedia; Michelangelo Bellinetti, giornalista.

Il libro Giornalismo interculturale e comunicazione nell’era del digitale, edito da Cedam, affronta il tema del rapporto fra media e immigrazione; e propone una serie di riflessioni e di azioni pratiche per un giornalismo che sia interculturale e che sappia raccontare la diversità. Nel libro di Corte sono contenuti contributi scritti e di ricerca di Elena Guerra, Cristina Martini, Nina Kapel e Simonetta Pedron; e un intervento sul giornalismo digitale di Irene Pasquetto.

Analisi dei media per un buon giornalismo

Da sinistra: Elena Guerra e Cristina Martini in un momento della lezione
Da sinistra: Elena Guerra e Cristina Martini in un momento della lezione

di Cristina Martini

Imparare ad analizzare le notizie dell’agenzia di stampa Ansa che parlano di cronaca e migranti: questo l’obiettivo del laboratorio che ProsMedia ha tenuto venerdì 7 marzo nell’ambito dell’insegnamento di Giornalismo interculturale e multimediale al corso di laurea magistrale in Giornalismo dell’Università di Verona.

Dopo una breve presentazione del gruppo di analisi dei media ProsMedia e delle ricerche che questo conduce, è stato illustrato il questionario semistrutturato utilizzato per l’analisi delle notizie nella ricerca “Cattive notizie. Cronaca e criminalità: i delitti dei media. Ricerca nazionale su immigrazione ed asilo nell’agenzia di stampa Ansa”, che ProsMedia svolge per l’Osservatorio nazionale Carta di Roma.

Gli studenti hanno poi potuto imparare e mettersi alla prova analizzando le notizie della prima pagina Ansa e rilevando quante notizie fossero di cronaca nera o giudiziaria oppure avessero come tema l’immigrazione e la sicurezza; i protagonisti, ovvero le vittime, i colpevoli o sospetti, i coinvolti o citati; chi venisse citato e interpellato dall’articolo e quale fosse il tono di quest’ultimo.

Studiare come vengono scritte le notizie attraverso il rigore scientifico della ricerca è una delle buone pratiche per imparare a fare del buon giornalismo interculturale, rispettoso dell’Altro, predisposto al dialogo e alla conoscenza di storie e culture che hanno ancora poco spazio sulla stampa.

Educazione interculturale e alla legalità

Zygmunt Bauman5di Elena Guerra

“Nella società liquida in cui viviamo non basta l’educazione, l’istruzione una volta per tutte, come accadeva un tempo. Occorre una formazione continua, un’educazione continua, perché la sola istruzione del tempo della scuola non è sufficiente”. Così Zygmunt Bauman, sociologo e filosofo, uno dei più grandi pensatori contemporanei, ha aperto ieri alla Gran Guardia di Verona, in piazza Bra, davanti a 400 partecipanti, il convegno interculturale “Educazione e counselling interculturale nel mondo globale”, organizzato dal Centro Studi Interculturali dell’Università degli Studi di Verona, diretto da Agostino Portera, e dalla University of Toronto.
Sull’importanza dell’educazione alla legalità e all’impegno civico ha invece insistito Rita Borsellino, europarlamentare, sorella del giudice antimafia Paolo Borsellino, che ha raccontato la vita del fratello Paolo a partire dai banchi di scuola.

Sull’importanza dell’educazione e della comunicazione in una società multiculturale e complessa ha posto l’accento, nei saluti di apertura, il rettore dell’Università di Verona, Alessandro Mazzucco. Mentre l’assessore comunale ai Servizi sociali, Anna Leso, ha sottolineato l’impegno del Comune di Verona per l’integrazione dei cittadini stranieri e per la mediazione interculturale. Da parte sua, il professor Portera ha messo in evidenza l’importanza delle competenze interculturali e dell’educazione interculturale nella società contemporanea, caratterizzata dalla convivenza di persone di diversa origine e appartenenza religiosa e culturale.

Il sociologo Bauman, 87 anni, noto per i suoi libri sulla “modernità liquida”, ha osservato come nella società contemporanea vi sia un eccesso di informazioni, rispetto alle società passate. A fronte di quell’eccesso di informazioni, la nostra capacità di elaborazione e di memorizzazione resta però la stessa dei tempi antichi. “Viviamo in una società della fretta, dell’adesso”, ha fatto notare Bauman. “Questa mattina ero seduto in piazza Bra e ho osservato una coppia di fidanzati che anziché parlare erano concentrati, ciascuno per suo conto, su un proprio telefono cellulare. Passiamo ore e ore sui media elettronici, ci affidiamo al multitasking nel tentativo di allungare il tempo. Abituati a questo tipo di informazione frammentata, eccessiva, di fretta, gli studenti d’oggi (lamentano i loro professori) non riescono a leggere testi lunghi; perché li trovano noiosi. Ecco allora la sfida per l’educazione, per l’istruzione, per la formazione che richiedono invece i tempi della solitudine e della riflessione”.

Bauman  ha poi fatto notare come oggi “vi sia una crisi delle relazioni umane, che si riflette poi sull’educazione. Gli insegnanti sono costretti a competere con il calciatore o la rockstar di turno; o con figure di ‘consiglieri illuminati’. E’ venuta meno la figura dell’insegnante che un tempo era il punto di riferimento, il faro. L’insegnante lanciava il missile della conoscenza: quel missile seguiva una certa e definita traiettoria e arrivava al bersaglio. Oggi siamo nella società dei missili intelligenti, che cambiano traiettoria all’improvviso e ridefiniscono il loro percorso e il loro bersaglio”.

Cosa fare? “La soluzione, a fronte di una formazione scolastica, importante ma non basta più, e di un eccesso di informazione che resta spesso alla superficie”, è la risposta del sociologo Bauman, “è quella di un’educazione continua. Un’educazione per tutta la vita: una formazione continua che, sola, ci consente di non essere prigionieri e di essere liberi”.

Sull’educazione, a partire dalla scuola, ha insistito anche l’europarlamentare Rita Borsellino, sorella del giudice Paolo, ucciso dalla mafia il 19 luglio 1992 a Palermo. Rita Borsellino ha parlato di educazione alla legalità, del suo impegno per far conoscere il pensiero del fratello, dell’importanza di raccontare sia i valori che lo animavano nella lotta alla mafia, sia la struttura e il modo di operare della criminalità organizzata. Rita Borsellino ha raccontato gli anni della scuola del fratello Paolo, la vita nel “quartiere arabo” di Palermo (popolato dalla povera gente che viveva di lavoro e sacrifici), l’impegno nel pool antimafia con Giovanni Falcone. “Quella grande stagione di speranze e di lotta alla criminalità organizzata vive ora negli incontri nelle scuole e nella sensibilizzazione dei cittadini al problema delle mafie. Come amava ripetere mio fratello, ciascuno di noi è chiamato a fare la propria parte. E una parte importante l’ha l’educazione”, ha sottolineato Rita Borsellino, a cui il pubblico ha riservato un applauso in piedi, in onore anche della memoria di Paolo Borsellino e Giovanni Falcone.

Il convegno prosegue fino a giovedì. Il programma dettagliato è pubblicato sul sito del Centro Studi Interculturali: www.csiunivr.eu.