“Ma che genere di linguaggio!”, convegno a Verona

di Cristina Martini

Possono immagini, parole e pensieri indurre i comportamenti violenti? Quali passi avanti sono stati fatti e quanti da fare ancora per una cultura rispettosa delle differenze? Su queste ed altre domande si cercherà di riflettere venerdì 19 ottobre dalle 16 al convegno “Ma che genere di linguaggio!”, organizzato dal Coordinamento di associazioni Caffè e parole e ospitato in sala Farinati, biblioteca Civica a Verona. Oltre all’intervento di chi scrive, relazioneranno Michele Cortellazzo, docente di Linguistica dell’Università di Padova e Irene Biemmi, ricercatrice dell’Università di Firenze.

Nominare la realtà con le parole giuste nel quotidiano, nei libri scolastici, nelle pubblicità, nel mondo dell’informazione è una responsabilità a cui non ci si può sottrarre, se l’intento è quello di lavorare per una cultura del rispetto. Questa passa da un superamento degli stereotipi legati al genere, che inquadrano e “ingabbiano” maschile e femminile in alcuni schemi prestabiliti che spengono le unicità di ciascuno/a e creano delle aspettative sulle caratteristiche che bambini e bambine, uomini e donne dovrebbero avere per essere socialmente percepiti come “normali”.

“Ma che genere di linguaggio!” è ad ingresso libero e rivolto a cittadini/e ma anche a tutti/e coloro che lavorano negli ambiti dell’educazione, della comunicazione e con i/le più giovani.

Oltre gli stereotipi, #dagrandesarò

di Cristina Martini

Oltre gli stereotipi, #dagrandesaròè la campagna di comunicazione che ProsMedia ha pensato per Telefono Rosa Verona e finanziata dalla Banca Popolare di Verona. Dal 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne e 25esimo compleanno dell’associazione scaligera che ogni giorno lavora volontariamente per sostenere le vittime, nelle scuole della città di Verona e nei luoghi pubblici sarà possibile trovare le quattro diverse cartoline della campagna, che punta soprattutto a scardinare gli stereotipi di genere. Questi schemi – spesso “gabbie” – rinchiudono uomini e donne nelle aspettative che la società ha in loro, con la conseguente discriminazione ed esclusione dal concetto di “normalità” di tutti e tutte coloro che se ne discostano.

L’obiettivo della campagna è l’utilizzo della comunicazione per combattere gli stereotipi che proprio i media veicolano proponendo a bambini/e ed adulti/e dei modelli a cui ispirarsi per diventare ed essere persone di successo. Spesso questa comunicazione stereotipata fa leva su delle presunte caratteristiche innate che apparterrebbero al femminile ed al maschile, indirizzando i più piccoli e piccole a sognarsi come la società li vorrebbe e non come si desiderano. Com’è vero che gli stereotipi si imparano, occorre sin dai primi anni di età educare alla libertà. E al rispetto: premessa imprescindibile per una lotta alla violenza di genere.

La presentazione ufficiale sarà mercoledì 25 novembre alle 18 al Piccolo Teatro di Giulietta (accesso dal Cortile di Giulietta, via Cappello, 23) a Verona, dopo lo spettacolo di Rossana Valier tratto da una storia vera “Vinto il cervello si fa largo la bestia”.