Israele, mito e realtà a la Sobilla e Rockabul a Mediorizzonti

ROCKABUL

di Elena Guerra

Giovedì 25 ottobre alle 20.30 si tiene la presentazione del libro Israele, mito e realtà. Il movimento sionista e la Nakba palestinese settant’anni dopo a cura di La Sobilla. Presentazione del libro (ed. Alegre, 2018) con gli autori Michele Giorgio e Chiara Cruciati, entrambi giornalisti per il Manifesto, a La Sobilla, in salita Santo Sepolcro 6/b. Ingresso libero con tessera consigliata.

E si prosegue con l’ultimo appuntamento del 2018 di MediOrizzonti, la rassegna di cinema mediorientale a Verona, realizzata grazie all’associazione culturale veronetta129, il gruppo informale Net Generation e La Sobilla, con il supporto del Cinema Nuovo San Michele. Il documentario Rockabul del regista Travis Beard (Afghanistan, Australia, Bosnia Erzegovina | GB, 2018, 77’) sarà presentato lunedì 29 ottobre alle 20.30 al Cinema Nuovo San Michele via V. Monti 7c. Il giornalista Ernesto Kieffer intervista il regista e attore Travis Beard in collegamento skype. Ingresso con biglietto unico 5€.

Sei disposto a mettere la tua vita a rischio per la musica? I District Unknown, una band metal nata in un Afghanistan stremato dalla guerra, sono disposti a farlo. Girato per la maggior parte da Beard con una camera a spalla,  il documentario,  rock’n’roll nel suo spirito e nel suo approccio, sfida il conservatorismo con la cultura, cerca di ritrovare la speranza in un paese devastato. Nel periodo tra il 2007 e il 2012, la capitale Kabul aveva una vasta comunità di espatriati con una propria scena culturale underground, così separata dalla società afgana tradizionale da farsi chiamare Kabubble. Il musicista e giornalista australiano Travis Beard faceva parte di questa scena, che nel suo momento d’oro è riuscita a unire la comunità degli espatriati attorno a band locali che volevano fare musica rock’n’roll, che nel Paese islamico era bandita. Ed è così che ha scoperto la prima – e finora l’ultima – band heavy metal afgana, i District Unknown.

Djset mediorientale e Mr Gay Syria a Mediorizzonti

La regista di Mr Gay Syria, Ayse Toprak

di Elena Guerra

La Festa di Mediorizzonti si tiene al Colorificio Kroen domenica 21 ottobre alle 19.00 con Dj Babari & Domestic Dome, un djset mediorientale (World Groove), con proiezioni e aperitivo libanese a cura di Tabulè, in via Antonio Pacinotti 19 (ZAI). Stefania Berlasso intervista i musicisti prima del djset. Ingresso con pretesseramento AICS obbligatorio a www.colorificiokroen.it/tesseramento. MediOrizzonti, la rassegna di cinema mediorientale a Verona, è realizzata grazie all’associazione culturale veronetta129, il gruppo informale Net Generation e La Sobilla, con il supporto del Cinema Nuovo San Michele.

Il documentario Mr Gay Syria della regista Ayse Toprak (Germania | Malta | Turchia, 2017, 85’) sarà presentato lunedì 22 ottobre alle 20.30 al Cinema Nuovo San Michele via V. Monti 7c. Il dibattito dopo il documentario sarà condotto dalla giornalista Elena Guerra che intervisterà la regista turca in collegamento skype, dialogando con Lorenzo Bernini dell’Università degli Studi di Verona insieme ai rappresentanti delle associazione Pink Refugees del Circolo Pink e ARCI/Arcigay Pianeta Milk Verona.

Mr Gay Syria racconta le peripezie di alcuni rifugiati che cercano d’inviare un rappresentante siriano alla competizione Mr Gay World. Mahmoud Hassino, il primo LGBT blogger in Siria, ha organizzato un concorso segreto per eleggere, tra i profughi in Turchia, il Mr Gay Syria, per fargli acquisire il diritto di partecipare alla competizione mondiale, andando contro l’omofobia dei terroristi. La regista Ayse Toprak, giornalista e regista turca che vive a Istanbul, ha incontrato Mahmoud nel 2011, mentre lavorava come reporter per Al Jazeera e stava raccogliendo informazioni sulla crisi dei profughi siriani al confine turco. I concorrenti sono stati solo cinque e i loro volti sono coperti, per non metterli ulteriormente in pericolo. Il vincitore è stato Husein, un profugo siriano di 23 anni, gay, originario di Aleppo, che ora vive a Istanbul. Il suo sogno era quello di mostrare finalmente il suo vero volto al mondo, togliersi la maschera. Al Daily Mail, subito dopo avere vinto il contest, ha  spiegato: «Voglio dimostrare che i gay siriani non sono solo corpi gettati dai palazzi a causa dell’ISIS. Abbiamo sogni, idee e vogliamo vivere la nostra vita. Certo, eravamo nervosi a competere per il concorso ma anche entusiasti. Tutti noi volevamo essere eletti per far qualcosa di utile». Negli ultimi tre anni, Mahmoud e Ayse hanno seguito i loro personaggi in Turchia, Malta, Germania e Norvegia. Uno spaccato intimo e inedito dell’identità omosessuale siriana “in esilio”. Ingresso con biglietto unico 5€. La proiezione è in lingua originale con sottotitoli in italiano. Per informazioni scrivere a info@veronetta129.it o consultare la pagina FB di Mediorizzonti.

La regista. Ha conseguito un BFA in film e TV alla “Tisch School of the Arts” ( NY University) e un master la New School University. Dopo quasi 15 anni di vita, studio e lavoro a New York, Londra e Doha (Qatar), nel 2011 è tornata in Turchia dove lavora con Al Jazeera a documentari sociali e politici.

Lorenzo Bernini è professore associato di Filosofia politica presso l’Università di Verona. Con la professoressa Adriana Cavarero, ha fondato il Centro di ricerca PoliTeSse (Politiche e Teorie della Sessualità, www.politesse.it) di cui adesso è direttore. I suoi interessi spaziano dalla filosofia politica classica della modernità (in particolare Thomas Hobbes) e dal pensiero francese del Ventesimo secolo (in particolare Michel Foucault), alle teorie contemporanee della democrazia radicale, alle teorie critiche sulla ‘razza’ , alle teorie queer.

Pink Refugees nasce nel febbraio 2017 all’interno del Circolo Pink di Verona, associazione gay, lesbica, bisessuale, trans ed etero di Verona. La costituzione del gruppo si è resa necessaria per soddisfare le tante richieste che arrivavano alla nostra associazione per l’assistenza e l’accoglienza di migranti gay presenti sul territorio veronese e non solo. Scopo del gruppo, è dar vita a uno spazio di confronto sui temi legati all’essere gay, lesbica e trans in paesi dove spesso l’omosessualità è un reato punito con carcere e in alcuni casi la pena di morte. Lo sportello migranti GLBT Verona di ARCI/Arcigay Pianeta Milk Verona vuole offrire un servizio gratuito per aiutare tutte le persone migranti in difficoltà o che non sono in grado di avviare le pratiche per la richiesta di asilo, e riprende un’analoga esperienza già attiva a Milano e resa possibile anche grazie ai risultati del progetto nazionale di Arcigay “IO – Immigrazione e Omosessualità”.

Consulta il programma di Mediorizzonti.

Wajib apre MediOrizzonti

di Elena Guerra

La quarta edizione della rassegna di cinema mediorientale si inaugura lunedì 8 ottobre alle 20.30 al Cinema Nuovo San Michele, via V. Monti 7c, che è sostenitore dell’iniziativa, realizzata grazie all’associazione culturale veronetta129, il gruppo informale Net Generation e La Sobilla. Wajib – Invito al matrimonio è un road movie emozionante che sarà raccontato dal protagonista Saleh Bakri in collegamento via skype, intervistato dal giornalista Paolo Sacchi. Ingresso con biglietto unico 5€. La proiezione è in lingua originale con sottotitoli in italiano. Per informazioni scrivere a info@veronetta129.it o consultare la pagina FB di Mediorizzonti.

La trama: Abu Shadi prepara il matrimonio della figlia. Suo figlio, architetto a Roma, rientra per aiutarlo come vuole la tradizione del “wajib”, ossia il “dovere” di portare a mano a tutti gli invitati le partecipazioni di matrimonio. Tra una visita e l’altra, tra le tortuose salite e discese di Nazareth, emergono rancori e ricordi che tracciano la geografia di una città divisa. Abu Shadi (Mohammad Bakri) e Shadi (Saleh Bakri), padre e figlio anche nella vita e per la prima volta insieme al cinema, ci guidano, a bordo della loro vecchia Volvo, in un road movie urbano tra lo spazio di una città ferita e il tempo di una famiglia distrutta. Guarda l’evento su Facebook.

La regista guarda alla sua Palestina attraverso la relazione famigliare in cui si riflette l’intera comunità: due diverse generazioni rispecchiano modi opposti di essere palestinese. La capacità di Annemarie Jacir è di farci addentrare in una situazione di “conflitto” generazionale, che passa dalla visione opposta sulla convivenza tra palestinesi ed ebrei, toccando però ogni aspetto della vita sociale (convivere fuori dal matrimonio, omosessualità, usanze e doveri, etc) senza far sentire, eccessivamente, il peso della realtà storica in cui viene raccontata la vicenda. Il film si ispira a un episodio autobiografico della regista, che incuriosita da questa tipica usanza nazarena, seguì il marito durante i cinque giorni di consegna delle partecipazioni. Tra i numeri premi ha ricevuto il Middle East Now Award 2018 del Festival fiorentino Middle East Now.

Annemarie Jacir è una regista, sceneggiatrice e produttrice cinematografica palestinese, laureata in Politica e Letteratura ai Claremont Colleges, in California, con un master in cinema alla Columbia University, New York. Con il suo film d’esordio, Il sale di questo mare è diventata la prima regista donna palestinese ad aver diretto un lungometraggio, lavoro però che l’ha costretta nel 2007 a lasciare la Palestina poichè le autorità israeliane le impedirono di stabilirsi definitivamente nel suo Paese natale. Il divieto le fu infine revocato e oggi la regista risiede nella città di Haifa, Israele.

MediOrizzonti, supportata dal Cinema Nuovo di San Michele Extra a Verona, è l’iniziativa dell’associazione culturale veronetta129, Net Generation e La Sobilla. La rassegna di cinema mediorientale propone uno sguardo libero da stereotipi e pregiudizi troppo spesso veicolati nel racconto mediatico di questa zona del mondo, e lo fa attraverso film, documentari, incontri poetici, arte, musica e presentazioni di libri. L’appuntamento vede la collaborazione del Middle East Now di Firenze, l’Associazione culturale Italo-Spagnola ACIS, Colorificio Kroen, Pink Refugeese del Circolo Pink, ARCI/Arcigay Pianeta Milk Verona, Tabulè e Prosmedia. L’immagine del manifesto di quest’anno è di Tamara Abdul Hadi, dal titolo Natalie at home in Beirut. Tamara Abdul Hadi è una fotografa indipendente, nata negli Emirati Arabi Uniti da genitori iracheni, cresciuta a Montreal, in Canada e attualmente residente a Beirut, Libano.

La settimana di Mediorizzonti prosegue martedì 9 ottobre alle 19.30: Medina Azahara. La città splendente a cura di Acis. Una serata sulla città dell’Andalusia, oggi Patrimonio dell’Umanità, a l’Osteria Ai Preti, Interrato Acqua Morta 27. Ingresso libero. Guarda l’evento su Facebook.

Consulta il programma.

Arriva MediOrizzonti a Verona

di Elena Guerra

Ritorna a Verona la quarta edizione della rassegna di cinema mediorientale “MediOrizzonti”. Anteprima con Mañana Insh’allah, documentario sulla situazione migratoria nel luogo simbolo della cosiddetta “accoglienza” europea. L’iniziativa è realizzata  grazie all’associazione culturale veronetta129 e il gruppo informale Net Generation, La Sobilla e il supporto del Cinema Nuovo San Michele.

L’appuntamento con Mediorizzonti è a ottobre 2018, per il quarto anno consecutivo, al Cinema Nuovo di San Michele Extra a Verona, via V. Monti 7c, che ha supportato l’iniziativa dell’associazione culturale veronetta129, Net Generation e La Sobilla. La rassegna di cinema mediorientale propone uno sguardo libero da stereotipi e pregiudizi troppo spesso veicolati nel racconto mediatico di questa zona del mondo, e lo fa attraverso film, documentari, incontri poetici, arte, musica e presentazioni di libri. L’appuntamento vede la collaborazione del Middle East Now di Firenze, l’Associazione culturale Italo-Spagnola ACIS, Colorificio Kroen, Pink Refugeese del Circolo Pink, ARCI/Arcigay Pianeta Milk Verona, Tabulè e Prosmedia.

Si parte con l’Anteprima giovedì 4 ottobre alle 20.30, con l’aperitivo libanese e il documentario Mañana, Insh’allah (di Mattia Carraro, Lea Lazić, Otto Reuschel, 2016, 44 min) a La Sobilla, salita Santo Sepolcro, 6/b, Verona. Ingresso libero con tessera consigliata. Melilla, cittá europea sul continente africano. Notte e giorno Ilies guida attraverso la cittá. Tassista irregolare marocchino, Ilies vive fin dalla nascita sul territorio spagnolo, senza poter ottenere i documenti necessari per regolarizzare la sua attività e condurre una vita tranquilla. Aomar e Mohammed insieme a decine di giovani ragazzi marocchini, vivono nascosti tra gli scogli nelle vicinanze del porto, nella speranza di riuscire un giorno a salire clandestinamente sulle navi mercantili dirette verso il continente europeo. Climako, giovane camerunense da 5 anni intrappolato a Melilla, è stato espulso dal centro di accoglienza per migranti, e da 7 mesi è costretto a vivere in un accampamento di fortuna in prossimità del centro stesso. Prigioniero di una torbida burocrazia vive una condizione di costante incertezza riguardo al suo futuro. Seguendo queste tre storie gli autori di Mañana Insh’allah cercano di illustrare la situazione migratoria nel luogo simbolo della cosiddetta “accoglienza” europea.

Ecco di seguito il programma in breve:

  • lunedì 8 ottobre alle 20.30: primo appuntamento al cinema con il lungometraggio Wajib della regista Annemarie Jacir (Palestina, 2017, 96’) al Cinema Nuovo San Michele via V. Monti 7c. Ingresso con biglietto unico 5€;
  • martedì 9 ottobre alle 19.30: Medina Azahara . La città splendente a cura di Acis. Una serata sulla città dell’Andalusia, oggi Patrimonio dell’Umanità, a l’Osteria Ai Preti, Interrato Acqua Morta 27. Ingresso libero;
  • lunedì 15 ottobre alle 20.30: secondo appuntamento al cinema con il documentario Kedi della regista Ceyda Torun (Turchia | USA, 2016, 80’) al Cinema Nuovo San Michele via V. Monti 7c. Ingresso con biglietto unico 5€;
  • domenica 21 ottobre alle 19.00: Dj Babari & Domestic Dome a cura di Colorificio Kroen. Djset mediorientale (World Groove), con proiezioni e aperitivo libanese, al Colorificio Kroen in via Antonio Pacinotti 19 (ZAI). Ingresso con pretesseramento AICS obbligatorio a www.colorificiokroen.it/tesseramento;
  • lunedì 22 ottobre alle 20.30: terzo appuntamento al cinema con il documentario Mr Gay Syria della regista Ayse Toprak (Germania | Malta | Turchia, 2017, 85’) al Cinema Nuovo San Michele via V. Monti 7c. Ingresso con biglietto unico 5€;
  • giovedì 25 ottobre alle 20.30: Israele, mito e realtà a cura di La Sobilla. Presentazione del libro (ed. Alegre, 2018) con gli autori Michele Giorgio e Chiara Cruciati a La Sobilla, in salita Santo Sepolcro 6/b. Ingresso libero con tessera consigliata;
  • lunedì 29 ottobre alle 20.30: quarto e ultimo appuntamento al cinema con il documentario Rockabul del regista Travis Beard (Afghanistan, Australia, Bosnia Erzegovina | GB, 2018, 77’) al Cinema Nuovo San Michele via V. Monti 7c. Ingresso con biglietto unico 5€;

Gli organizzatori. L’associazione culturale veronetta129 e il gruppo informale Net Generation promuovono nel territorio veronese l’incontro tra culture diverse e tra persone per la promozione e diffusione del messaggio antirazzista in modi sempre nuovi ed originali: la prima sostiene e prende parte attiva, spesso in rete con alte associazioni ed enti, ad attività antirazziste e antifasciste sul territorio progettate su e per il territorio veronese, il secondo nasce dalla necessità di dare spazio a ragazzi e ragazze che vogliono far sentire la propria voce, creare insieme iniziative ed eventi, dimostrare che il cambiamento è possibile. La Sobilla  è uno spazio autogestito, un laboratorio di idee e di pratiche libero da sponsor istituzionali e commerciali che propone presentazioni di libri, seminari, proiezioni, esposizioni e altro ancora. Al suo interno si trovano la Biblioteca Giovanni Domaschi, Rivolta il debito / Communianetwork, Non Una Di Meno e anche singole persone che hanno deciso di condividere un progetto gestito in modo orizzontale e assembleare.
L’iniziativa è organizzata in collaborazione con il festival Middle East Now di Firenze che si occupa di cinema, arte e cultura contemporanea, focalizzati su temi forti del mondo contemporaneo, come strumento potente di conoscenza della realtà e di integrazione culturale. Con l’associazione italo-spagnola ACIS che ha lo scopo di promuovere la diffusione della cultura e della lingua spagnola a Verona, con il Colorificio Kroen, circolo culturale affiliato AICS, situato all’interno di un ex-colorificio nella zona della ZAI storica di Verona. Focalizzato in particolar modo sulla proposta musicale, nasce per creare un punto di incontro, discussione ed aggregazione attorno al mondo della musica. Sostengono l’iniziativa anche Pink Refugeese del Circolo Pink e ARCI/Arcigay Pianeta Milk Verona. E ancora con Tabulè, ristorante a Verona di cucina mediorientale. Media partner Prosmedia, gruppo di analisi dei media del Centro Studi Interculturali dell’ateneo scaligero.

Contatti. Le proiezioni sono in lingua originale con sottotitoli in italiano, accompagnate da una breve presentazione. Per informazioni scrivete a info@veronetta129.it, consultate le pagine FB Veronetta Centoventinove e/o Mediorizzonti, e guardate i video sul canale Youtube Veronetta Centoventinove.

Primavera con le anteprime di MediOrizzonti a Verona

di Elena Guerra

Durante i lunedì di ottobre del 2018, dall’8 al 29, si svolge la quarta edizione della rassegna di cinema mediorientale “MediOrizzonti” al Cinema Teatro Nuovo di San Michele Extra, Verona. L’obiettivo è aprire sguardi differenti su Paesi troppo spesso stereotipati nella rappresentazione mediatica. Le due anteprime a ingresso gratuito sono organizzate a La Sobilla giovedì 26 aprile alle 19.30 con un documentario sull’invasione fascista dell’Etiopia, e mercoledì 9 maggio alle 17.30 proiezione di un documentario sul sistema scolastico palestinese e israeliano, grazie al Dipartimento di Scienze Umane e al Centro Studi Interculturali, nell’aula T5 dell’Università degli Studi di Verona. Saranno presenti i registi in collegamento skype.

Una selezione di film, documentari e cortometraggi che vanno oltre l’immaginario collettivo su Paesi troppo spesso stereotipati dai media. Questa è l’idea di fondo della rassegna di cinema MediOrizzonti, per un cambio di prospettiva, per confrontarsi e dare visioni nuove e non scontate su alcuni dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. L’appuntamento con i film è a ottobre 2018, per il quarto anno consecutivo, al Cinema Nuovo di San Michele Extra a Verona, via V. Monti 7c, a San Michele Extra, che ha supportato l’iniziativa dell’associazione culturale veronetta129, Net Generation e La Sobilla. La rassegna vede la collaborazione del Middle East Now di Firenze, l’Associazione culturale Italo-Spagnola ACIS, Colorificio Kroen e Tabulè. Ma altre collaborazioni si stanno definendo in questi mesi.

Le anteprime. La Sobilla ospita giovedì 26 aprile dalle 19.30 l’anteprima di MediOrizzonti in salita San Sepolcro 6/b (porta Vescovo) con il documentario If Only I Were That Warrior (2015, 72’) sull’invasione fascista dell’Etiopia, l’agognato “Posto al sole” che Mussolini volle assicurare al popolo italiano con il ricorso sistematico a crimini di guerra. L’ingresso è libero con tessera consigliata, sarà presente in collegamento skype il regista Valerio Ciriaci. Un appuntamento non strettamente legato al Medioriente ma che riteniamo necessario in un clima sempre più di “dimenticanze” storiche e di tensione “neo-fasciste”, in particolare in concomitanza con la Festa della Liberazione. Mentre mercoledì 9 maggio alle 17.30 grazie alla collaborazione con il Dipartimento di Scienze Umane e il CSI, Centro Studi Interculturali, si tiene la proiezione del documentario This is my land (2014, 90’), della regista Tamara Erde, già presentato nella prima edizione di Mediorizzonti a Verona nel 2015, nell’aula T5 del Palazzo di Lettere in via San Francesco, 22. Intervengono Agostino Portera, direttore del CSI, Rosanna Cima, ricercatrice del Dipartimento di Scienze umane dell’ateneo scaligero, Ibrahim Kachab dell’associazione culturale veronetta129, e la regista Tamara Erde in collegamento via skype intervistata dal giornalista Ernesto Kieffer. In che modo i sistemi scolastici israeliani e palestinesi insegnano la storia delle loro nazioni in classe?Attraverso conversazioni e continue sfide con gli studenti, gli spettatori s’immergono nell’effetto profondo che il conflitto israelo-palestinese produce nelle nuove generazioni. Le anteprime sono a ingresso libero.

If Only I Were That Warrior. Si tratta di un film sulla Storia: qual è il rapporto vero tra i racconti di ponti e strade costruite, e la scoperta di gente imprigionata e bruciata all’interno delle chiese? Il film indaga nel presente, recupera le memorie delle diverse comunità, evidenzia punti di contrasto ma anche di contatto. Raccogliendo testimonianze in Italia, Etiopia e Stati Uniti, il regista ha documentato come l’eredità storica della nostra esperienza coloniale, tanto controversa e drammatica, rappresenti, nonostante tutto, una possibilità di rigenerazione, un concreto ponte di collegamento tra due nazioni e i loro popoli. 12 agosto 2012: il comune di Affile (RM) inaugura un monumento dedicato al gerarca fascista Rodolfo Graziani, generale durante la Guerra d’Etiopia del 1935 e primo viceré della nuova colonia. La notizia raggiunge la stampa internazionale e suscita un indignato scalpore. A Graziani viene imputato l’uso delle armi chimiche e il ricorso a violente rappresaglie contro la popolazione civile. Crimini di guerra per cui non fu mai processato, e che appartengono indelebilmente alle più oscure e controverse pagine del colonialismo italiano. Le comunità etiopi in tutto il mondo si mobilitano e organizzano proteste che dagli Stati Uniti arrivano fino ad Affile. A 75 anni dalla caduta dell’impero coloniale italiano, nuove generazioni di etiopi e di italiani si confrontano su un passato tormentato e ancora irrisolto.

Il regista. Valerio Ciriaci è un documentarista italiano con base a New York. Nato a Roma, nel 2011 si laurea in Scienze della Comunicazione all’Università La Sapienza con una tesi su Jean Rouch e l’etno-fiction. Quello stesso anno si trasferisce a New York per frequentare il corso di cinema documentario della New York Film Academy. Nel 2012 fonda la Awen Films con la quale lavora come regista e produttore per diverse produzioni non-fiction. I suoi primi corti documentari, Melodico e Treasure – The Story of Marcus Hook, sono stati selezionati in vari film festival internazionali, tra cui Big Sky Documentary Film Festival, Hot Springs Documentary Film Festival e Bari International Film Festival. Nel 2015 realizza il suo primo lungometraggio, If Only I Were That Warrior, vincitore del premio “Imperdibili” al 56˚ Festival dei Popoli e del Globo d’Oro 2016 per il miglior documentario italiano.

This is my land. Le attività di diversi insegnanti israeliani e palestinesi vengono raccontate lungo un arco di oltre un anno accademico, osservando i loro scambi e confronti con gli studenti e i dibattiti sulle scelte e sulle restrizioni ministeriali. Ne emerge uno sguardo profondo sugli effetti che il conflitto israelo-palestinese avrà sulla prossima generazione di individui.

La regista. Tamara Erde vive e lavora a Parigi ed è nata a Tel-Aviv nel 1982. Si è diplomata all’Accademia Bezalel di Gerusalemme e in seguito ha frequentato la scuola di cinema Le Fresnoy, in Francia. Il suo lavoro spazia dalla fiction ai documentari, passando per spettacoli e installazioni video. Il suo lavoro è stato presentato sia in molti festival cinematografici (Clermont Ferrand, Angelica Spring festival NY, Jerusalem int. Film festival e on) che all’interno di spazi teatrali e gallerie d’arte. Affronta nei suoi lavori questioni politiche e sociali incentrate sul conflitto israelo-palestinese. Le sue opere mescolano le sue riflessioni personali e immaginarie, con un approccio documentaristico accompagnato da profonde ricerche sui temi che le stanno più a cuore.

Gli organizzatori. L’associazione culturale veronetta129 e il gruppo informale Net Generation promuovono nel territorio veronese l’incontro tra culture diverse e tra i cittadini per la promozione e diffusione del messaggio antirazzista in modi sempre nuovi ed originali: la prima sostiene e prende parte attiva, spesso in rete con alte associazioni ed enti, ad attività antirazziste e antifasciste sul territorio progettate su e per il territorio veronese, il secondo nasce dalla necessità di dare spazio a ragazzi e ragazze che vogliono far sentire la propria voce, creare insieme iniziative ed eventi, dimostrare che il cambiamento è possibile. La Sobilla è uno spazio autogestito, un laboratorio di idee e di pratiche libero da sponsor istituzionali e commerciali che propone presentazioni di libri, seminari, proiezioni, esposizioni e altro ancora. Al suo interno si trovano la Biblioteca Giovanni Domaschi, Rivolta il debito / Communianetwork e anche singole persone che hanno deciso di condividere un progetto gestito in modo orizzontale e assembleare.

L’iniziativa è organizzata in collaborazione con il festival Middle East Now di Firenze che si occupa di cinema, arte e cultura contemporanea, focalizzati su temi forti del mondo contemporaneo, come strumento potente di conoscenza della realtà e di integrazione culturale. Con l’associazione italo-spagnola ACIS che ha lo scopo di promuovere la diffusione della cultura e della lingua spagnola a Verona, con il Colorificio Kroen, circolo culturale affiliato AICS, situato all’interno di un ex-colorificio nella zona della ZAI storica di Verona. Focalizzato in particolar modo sulla proposta musicale, nasce per creare un punto di incontro, discussione ed aggregazione attorno al mondo della musica. E ancora con Tabulè, ristorante a Verona di cucina mediorientale.

Contatti. Per informazioni scrivete a info@veronetta129.it, consultate le pagine FB Veronetta Centoventinove e/o Mediorizzonti, e guardate i video sul canale Youtube Veronetta Centoventinove. Le anteprime sono a ingresso libero. Le proiezioni sono in lingua originale con sottotitoli in italiano, accompagnate da una breve presentazione.

Verona | MediOrizzonti

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La rassegna al Cinema Nuovo di San Michele Extra, a Verona, “Mediorizzonti”, vuole aprire sguardi differenti su Paesi troppo spesso stereotipati nella rappresentazione mediatica, con un film o un documentario i lunedì di ottobre.

Solo l’anteprima a ingresso libero con tessera si svolge il primo ottobre dalle 19.30, con quattro corti provenienti da Libano (Abu Rami di Sabah Haider), Israele (Shouk di Dotan Moreno), Libia (The Runner di Mohannad Eissa) e Palestina (High Hopes di Guy Davidi), all’associazione culturale La Sobilla, in salita San Sepolcro 6/b (porta Vescovo).

La rassegna. Si apre la rassegna lunedì 5 ottobre con 10949 Women, intenso documentario della regista Nassima Guessoum, che sarà presente in sala e verrà intervistata dalla giornalista Jessica Cugini. Ad Algeri, Nassima Hablal, eroina dimenticata della rivoluzione algerina, ci racconta la sua storia e la sua lotta per un’Algeria indipendente. Appassionata, affascinante e ironica ci porta a conoscere Baya e Nelly altre due resistenti. Attraverso i loro racconti e grazie al legame che la regista riesce a creare con la protagonista, Nassima ricostruisce la storia del suo passato, la storia della sua terra.

Il secondo appuntamento è lunedì 19 ottobre con il film libanese Che venga giù la pioggia di Bahij HoJeij. Rapito nel 1984, in piena guerra libanese, Ramez ritorna dopo vent’anni. Cinquantenne, malato, ormai disconnesso dalla realtà, ritorna in famiglia scombinando i piani dei due figli e di una moglie che tenta invano di ritornare alla normalità. Durante uno dei suoi vagabondaggi nel cuore di Beirut Ramez incontra Zeinab, donna che ha perso il marito nello stesso periodo del suo rapimento.
Il terzo appuntamento è lunedì 19 ottobre con il documentario Private Revolutions: Young, Female, Egyptian di Alexandra Schneider che rappresenta la vita di quattro donne molto differenti tra loro ma accomunate da coraggio, passione e forza di volontà. L’attivista Sharbat, ripudiata dal marito a causa del suo impegno politico; Fatema, Sorella Musulmana impegnata nella politica e madre di tre bambini; Amani, che gestisce una radio e una casa editrice sui diritti delle donne e la nubiana May, che lavora a un progetto di sviluppo in una zona molto conservatrice.

Il quarto ed ultimo appuntamento è lunedì 26 ottobre con il documentario This is my land della regista Tamara Erde. In che modo i sistemi scolastici israeliani e palestinesi insegnano la storia delle loro nazioni in classe? Attraverso conversazioni e continue sfide con gli studenti, gli spettatori s’immergono nell’effetto profondo che il conflitto israelo-palestinese produce nelle nuove generazioni.

L’appuntamento è alle 20.30 al Cinema Nuovo di San Michele Extra a Verona, evento organizzato grazie al sostegno del Cinema all’associazione culturale veronetta129 e il gruppo informale Net Generation. L’iniziativa è organizzata in collaborazione con il festival Middle East Now di Firenze. Per informazioni scrivere a info@veronetta129.it o consultate la pagina FB veronetta129. Il biglietto ha un costo di 4,5 euro, con la possibilità di fare un abbonamento a 16 euro. Le proiezioni sono in lingua originale con sottotitoli in italiano, accompagnate da una breve presentazione.