Misantropia e misoginia dei media nei casi giudiziari di violenza sulle donne

Il Biondino della Spider Rossa. Misantropia e misoginia dei media nei casi giudiziari di violenza sulle donne è il tema della conferenza, organizzata da Fidapa Verona Est e dall’associazione culturale ProsMedia, per mercoledì 28 novembre 2018, alle 17, nella Sala Galtarossa al Museo degli Affreschi (Tomba di Giulietta), in via Luigi da Porto 5, a Verona.

La conferenza prevede gli interventi di Maurizio Corte, giornalista e docente di Giornalismo Interculturale e Multimedialità all’Università di Verona, e di Laura Baccaro, psicologa giuridica, criminologa e docente in varie Università italiane.

Tiziana Sartori, direttore dell’Osservatorio Monografie d’Impresa, dialogherà con gli autori del libro Il Biondino della Spider Rossa. Crimine, giustizia e media, che ricostruisce a quasi mezzo secolo di distanza il caso di Milena Sutter.

La conferenza rientra nel programma – promosso dal Comune di Verona – per la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza sulle Donne.

Non vi è dubbio che molto ancora vi sia da dire sul caso di Milena Sutter e di Lorenzo Bozano. Un caso giudiziario che sconvolse l’Italia e mezza Europa nel 1971.

Genova, giovedì 6 maggio 1971, ore 17. Milena Sutter, una ragazza di 13 anni, scompare all’uscita della Scuola Svizzera, dove frequenta la terza media. È figlia di un ricco industriale. Il corpo della ragazza, senza vita, viene trovato in mare due settimane dopo la scomparsa. L’ipotesi investigativa è soltanto una: il sequestro per motivi di denaro.

Ad essere accusato del rapimento e dell’omicidio della studentessa è un giovane di 25 anni, Lorenzo Bozano, un perdigiorno di famiglia alto-borghese. È soprannominato il “biondino della spider rossa”. Non è biondo, né magrolino.

Assolto in primo grado nel 1973, Bozano viene condannato all’ergastolo nel 1975. Scappa in Francia e in Africa, ma nel 1979 viene arrestato e portato, in una contestata operazione di polizia, in Italia. Dopo oltre 40 anni di carcere Lorenzo Bozano continua a professarsi innocente: “Milena? Non l’ho mai conosciuta”.

Il libro di Laura Baccaro e Maurizio Corte è il frutto di una ricerca durata otto anni, condotta con la collaborazione del gruppo ProsMedia del Centro Studi Interculturali dell’Università degli Studi di Verona. Al libro si accompagna il sito web www.ilbiondino.org con altre analisi dei giornali e della vicenda.

Il libro affronta gli aspetti fondamentali del caso:

  • i nodi non risolti sulla vicenda di Milena Sutter
  • gli indizi contro l’imputato Lorenzo Bozano e il suo alibi che non c’è
  • la discutibile perizia medico-legale
  • la personalità controversa del giovane della spider rossa
  • il ruolo dei media nel rappresentare la giovane vittima e il giovane condannato
  • la seconda vittima della vicenda (l’amica di Milena, Isabelle)

Con un’analisi rigorosa, gli autori studiano gli elementi contraddittori di un evento che ha segnato la Storia civile d’Italia.

È una vicenda, quella di Milena Sutter e Lorenzo Bozano, che anticipa di trent’anni la mediatizzazione televisiva dei grandi casi giudiziari.

Perché il caso di Milena Sutter rientra di diritto nel tema della violenza sulle donne? “La risposta sta nella vicenda in sé e nella rappresentazione data dai giornali e dalla televisione”, spiega Maurizio Corte, autore del libro ‘Il Biondino della Spider Rossa’. “Milena Sutter è stata vittima di violenza per la morte che l’ha colpita. Ma è stata vittima di violenza anche per il non aver fatto luce a sufficienza – sia o meno Lorenzo Bozano colpevole – su quanto accadde quel 6 maggio del 1971. È insomma una storia tutta ancora da scrivere. Laura Baccaro e io, con il libro, abbiamo voluto mettere dei punti fermi oltre le narrazioni dei media che poca aderenza hanno con la verità sostanziale dei fatti”.

Milena Sutter, libro sul rapimento che sconvolse l’Italia

di Maurizio Corte

Genova, giovedì 6 maggio 1971, ore 17. Milena Sutter, 13 anni, scompare all’uscita della Scuola Svizzera, dove frequenta la terza media. È figlia di un ricco industriale della cera. Il suo corpo, senza vita, viene trovato in mare due settimane dopo. L’ipotesi investigativa è solo una: il sequestro per motivi di denaro. Ad essere accusato del rapimento e dell’omicidio della studentessa è un giovane di 25 anni, Lorenzo Bozano, un perdigiorno di famiglia alto-borghese.

È soprannominato il “biondino della spider rossa”: non è biondo, né magrolino. Assolto nel processo di primo grado nel 1973, viene condannato all’ergastolo nel 1975. Dopo oltre 40 anni di carcere continua a professarsi innocente.

A distanza di 47 anni da quella vicenda di violenza su una giovanissima donna, a fine maggio esce in libreria “Il Biondino della Spider Rossa. Crimine, giustizia e media”, edito da Cacucci (Bari).

Ho scritto questo libro assieme a Laura Baccaro, psicologa e criminologa, dopo una ricerca universitaria durata otto anni. E condotta con il gruppo analisi dei media, ProsMedia, del Centro Studi Interculturali dell’Università di Verona.

Il libro esamina gli indizi contro l’imputato, la perizia medico-legale, la personalità del giovane della spider rossa, il ruolo dei media e quello dell’amica di Milena, Isabelle, mai ascoltata al processo.
Con un’analisi rigorosa abbiamo voluto studiare un evento che ha segnato la Storia civile d’Italia e che anticipa di trent’anni la mediatizzazione televisiva dei grandi casi giudiziari. Basti pensare che a metà maggio 1971, Lorenzo Bozano – rilasciato dopo il primo fermo di polizia – concede un’intervista televisiva alla Rai e fa una conferenza-stampa con i giornalisti per proclamare la sua innocenza.

Grazie alle nuove tecniche di analisi e di ricerca messe a disposizione dalle scienze sociali, Laura Baccaro e io rileggiamo da una diversa prospettiva (e senza pregiudizi) gli aspetti di una vicenda ancora tutta da comprendere. E sulla quale la verità storico-scientifica non è ancora stata scritta.

Il libro “Il Biondino della Spider Rossa” ha inizio con una ricostruzione il più possibile obiettiva della vicenda. “Abbiamo cercato di fare ordine nelle inesattezze e nelle informazioni errate comparse negli anni su Internet (le “fake news”, per dirla con il linguaggio corrente di oggi)”, spiega la psicologa e criminologa Laura Baccaro.

La prima parte del libro, dedicata alla “verità storica”, si concentra sui “nodi critici” del caso e sugli indizi contro Lorenzo Bozano, condannato come rapitore e omicida di Milena.

La seconda parte del libro affronta la “verità della Medicina Legale”: la causa della morte della vittima, i mezzi di produzione della stessa e l’epoca del decesso.

La terza parte del libro si concentra sulla “verità psicologica”: è dedicata a Bozano, quello di ieri e quello di oggi, analizzato con una perizia psico-criminologica di Laura Baccaro.

La quarta parte è sulla “verità mediatica”, che è poi quella che ha avuto maggior successo e popolarità fra la gente. Vi si approfondisce un argomento – il ruolo dei media nei fatti giudiziari – vecchio quasi quanto il giornalismo; ma che oggi trova un suo peculiare significato: Internet rende di continuo “presente” ciò che un tempo veniva consegnato a polverosi archivi.

I diritti del libro sono devoluti all’Associazione Psicologo di Strada di Padova, presieduta da Laura Baccaro, che gestisce lo sportello contro la violenza di genere e lo stalking.

Il 31 maggio, in concomitanza con l’uscita del libro, sarà aperto anche il sito web dedicato alla ricerca universitaria e alla vicenda: www.ilbiondino.org.