Realtà vs percezione: immigrazione e stereotipi

Come si combattono le fake news sull’immigrazione? Anche con numeri e dati. È uno dei punti di forza del Dossier Statistico Immigrazione 2018, un sussidio per favorire la conoscenza del fenomeno migratorio. In un’epoca di mistificazione delle migrazioni, questo documento continua a proporsi come uno strumento che, attraverso la lezione dei numeri e un’analisi ragionata della realtà, può aiutare a conseguire una comprensione più esatta del fenomeno.

L’incontro “Realtà vs percezione: immigrazione e stereotipi” di giovedì 14 febbraio alle 20.30 a La Sobilla (dalle 19.30 calda accoglienza in Salita San Sepolcro, 6/b, zona Porta Vescovo) vuole approfondire la questione con i numeri veronesi e veneti grazie all’analisi di Gloria Albertini, redattrice regionale IDOS/Progetto “Voci di Confine”, ed Elena Guerra, giornalista e ricercatrice nell’ambito dell’analisi dei media di Prosmedia.

L’ultima relazione della Commissione parlamentare Jo Cox sulla xenofobia e il razzismo attesta che l’Italia è il Paese del mondo con il più alto tasso di disinformazione sull’immigrazione. Non sorprende perciò che, secondo un sondaggio del 2018 condotto dall’Istituto Cattaneo, gli italiani risultino essere i cittadini europei con la percezione più lontana dalla realtà riguardo al numero di stranieri che vivono nel paese, credendo che ve ne siano più del doppio di quelli effettivamente presenti. In realtà nell’Ue a 28 Stati, dove – in base agli ultimi dati Eurostat al 1° gennaio 2017 – i cittadini stranieri sono 38,6 milioni (di cui 21,6 non comunitari) e incidono per il 7,5% sulla popolazione complessiva, l’Italia non è né il Paese con il numero più alto di immigrati né quello che ospita più rifugiati e richiedenti asilo. Durante la serata “Realtà vs percezione: immigrazione e stereotipi” si vuole scardinare qualche stereotipo e pregiudizio nei confronti del fenomeno migratorio, anche con l’apporto di alcune realtà del territorio impegnate a creare spazi interculturali di condivisione.
Per chi ne fa esplicita richiesta via mail a comunicazione@prosmedia.it con nome e cognome della persona che parteciperà all’evento validi per il ritiro, verrà messo a disposizione gratuitamente (fino a esaurimento scorte) il Dossier Statistico Immigrazione 2018, realizzato da Idos in partenariato con Confronti, con la collaborazione dell’UNAR, il contributo di “Voci di Confine-Progetto Aics” e il sostegno dei fondi Otto per Mille della Tavola Valdese – Unione delle chiese metodiste e valdesi. Ingresso libero con tessera consigliata. L’evento è realizzato grazie all’associazione veronetta129, La Sobilla, Prosmedia e Cestim.

Se gli stranieri sono un beneficio per l’Italia

dossierdi Elena Guerra

Per capire il fenomeno migratorio oggi senza considerarlo un’emergenza o un fatto relegato al solo discorso dei richiedente asilo come spesso è rappresentato dai mezzi di comunicazione, anche i numeri servono e una loro analisi attenta e trasversale. Di questo ci parla il Dossier Statistico Immigrazione 2015, redatto dal Centro Studi e Ricerche IDOS, in partenariato con la rivista interreligiosa Confronti, in collaborazione con l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR), col sostegno dei fondi dell’Otto per mille della Chiesa Valdese – Unione delle chiese metodiste e valdesi, sui principali dati statistici sull’immigrazione. Un modo per superare la “sindrome da invasione”, capire l’immigrazione economica, le nazionalità più presenti e quanto le nuove generazioni stanno cambiando il volto dell’Italia sempre più interculturale.

Presentato lo scorso giovedì 29 ottobre Roma e in contemporanea in tutte le Regioni e Province Autonome, si è partiti dalla dimensione internazionale ed europea, oggi più che mai utile a collocare il caso italiano all’interno di uno scenario più ampio e articolato, per poi soffermarsi sull’Italia e su quanto accaduto nel corso del 2014: flussi migratori, residenti e soggiornanti, inserimento lavorativo e sociale, discriminazioni e pari opportunità, convivenza interreligiosa.

I migranti forzati nel mondo sono passati in un anno da 52 a 60 milioni. Nei primi nove mesi del 2015 il numero dei rifugiati e migranti che hanno attraversato il Mediterraneo per raggiungere l’Europa – e non dimentichiamo le circa 3000 persone morte in questo tentativo nel 2015 – ha superato le 460mila unità, mentre l’anno scorso erano stati 219mila. Ma l’Italia non è sicuramente tra i paesi che hanno accolto più profughi. I minori e le donne hanno accentuato la loro incidenza (pari, rispettivamente, al 22% e al 53%), a conferma del carattere familiare assunto dalla presenza immigrata.

Per sfatare tanti stereotipi basta leggere alcuni dei punti focali del dossier: i lavoratori immigrati, più che una minaccia per l’occupazione degli italiani, sono un ammortizzatore sociale a loro beneficio: accettano anche lavori non qualificati, sono più disponibili a spostarsi territorialmente, perdono più facilmente il posto di lavoro (sono 466mila i disoccupati a fine 2014). A livello penale l’andamento degli stranieri è più virtuoso rispetto a quello degli italiani: nel periodo 2004- 2013 le denunce contro gli stranieri, nel frattempo raddoppiati, sono diminuite del 6,2%, mentre le denunce contro gli italiani sono aumentate del 28%. In assenza di consistenti politiche di aiuto allo sviluppo, le rimesse degli immigrati sono il sostegno più efficace ai paesi di origine, una vera e propria azione che sostituisce la cosiddetta cooperazione internazionale: 436 miliardi di dollari inviati ai paesi in via di sviluppo a livello mondiale e 5,3 miliardi di euro inviati dall’Italia.