Giornalismo interculturale

CARTA DI ROMA. ProsMedia aderisce all’Associazione Carta di Roma e al Protocollo deontologico concernente richiedenti asilo, rifugiati, vittime della tratta e migranti. L’analisi delle notizie segue i quattro criteri principali dettati dall’Osservatorio della Carta di Roma: tema immigrazione, tema sicurezza, cronaca nera e cronaca giudiziaria.

Il 12 giugno 2008 il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti e la Federazione della Stampa Italiana, d’intesa con l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr), hanno approvato la Carta di Roma – Protocollo deontologico concernente richiedenti asilo, rifugiati, vittime della tratta e migranti. Parte integrante degli strumenti culturali del giornalismo italiano, la Carta di Roma promuove una maggiore consapevolezza relativa all’informazione inerente tematiche e soggetti legati all’immigrazione nel territorio della Repubblica italiana e altrove, facendo leva sui dettati della Carta dei Doveri del giornalista e sul criterio deontologico che, all’articolo 2 della legge istitutiva dell’Ordine, invita al rispetto della verità sostanziale dei fatti osservati.

Le linee guida fornite dalla Carta di Roma pongono l’attenzione sulla necessità di sostenere un’informazione responsabile che prenda le distanze da comportamenti non corretti e superficiali e dalla diffusione di informazioni alterate o generalizzate, quando non imprecise. Nello specifico, tale strumento chiede al giornalismo italiano di trattare questi argomenti con la massima accortezza soprattutto per quanto riguarda l’impiego di termini corretti dal punto di vista giuridico – allegando al documento un piccolo ma fondamentale glossario che riporta le specifiche di ogni status (rifugiato, richiedente asilo, migrante irregolare ecc.) – e le associazione non appropriate di notizie ai soggetti protagonisti della notizia stessa, che possano creare danni in termini di allarmismo ingiustificato e di conseguente indebolimento della credibilità accordata alla categoria dei giornalisti. Inoltre, si fa riferimento anche alla necessità di tutelare i soggetti provenienti da altri contesti socioculturali, laddove questi accettino di parlare con i giornalisti, considerando la possibilità che non tutti siano in grado di valutare le conseguenze dell’esposizione ai media.

Si richiede, quindi, cautela nei riguardi dell’identità e dell’immagine per non favorire l’identificazione dei soggetti coinvolti e non esporli a ritorsioni contro gli stessi e le loro famiglie. Ancora, la Carta di Roma ribadisce il dovere di fornire al pubblico un’informazione corretta in un contesto chiaro, non tralasciando di esplicitare, dove possibile, le cause dei fenomeni, facendo appello al contributo di esperti e di organizzazioni specializzate in materia.

L’impegno dei promotori ha portato, inoltre, all’inserimento di questi temi tra gli argomenti affrontati nelle attività di formazione dei giornalisti, che verranno altresì approfonditi periodicamente attraverso seminari di studio, all’istituzione di un osservatorio autonomo con il compito di monitorare l’evoluzione del modo di fare informazione su tali tematiche e di premi speciali dedicati all’informazione sui richiedenti asilo, rifugiati, vittime della tratta e migranti.

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