Israele, mito e realtà a la Sobilla e Rockabul a Mediorizzonti

ROCKABUL

di Elena Guerra

Giovedì 25 ottobre alle 20.30 si tiene la presentazione del libro Israele, mito e realtà. Il movimento sionista e la Nakba palestinese settant’anni dopo a cura di La Sobilla. Presentazione del libro (ed. Alegre, 2018) con gli autori Michele Giorgio e Chiara Cruciati, entrambi giornalisti per il Manifesto, a La Sobilla, in salita Santo Sepolcro 6/b. Ingresso libero con tessera consigliata.

E si prosegue con l’ultimo appuntamento del 2018 di MediOrizzonti, la rassegna di cinema mediorientale a Verona, realizzata grazie all’associazione culturale veronetta129, il gruppo informale Net Generation e La Sobilla, con il supporto del Cinema Nuovo San Michele. Il documentario Rockabul del regista Travis Beard (Afghanistan, Australia, Bosnia Erzegovina | GB, 2018, 77’) sarà presentato lunedì 29 ottobre alle 20.30 al Cinema Nuovo San Michele via V. Monti 7c. Il giornalista Ernesto Kieffer intervista il regista e attore Travis Beard in collegamento skype. Ingresso con biglietto unico 5€.

Sei disposto a mettere la tua vita a rischio per la musica? I District Unknown, una band metal nata in un Afghanistan stremato dalla guerra, sono disposti a farlo. Girato per la maggior parte da Beard con una camera a spalla,  il documentario,  rock’n’roll nel suo spirito e nel suo approccio, sfida il conservatorismo con la cultura, cerca di ritrovare la speranza in un paese devastato. Nel periodo tra il 2007 e il 2012, la capitale Kabul aveva una vasta comunità di espatriati con una propria scena culturale underground, così separata dalla società afgana tradizionale da farsi chiamare Kabubble. Il musicista e giornalista australiano Travis Beard faceva parte di questa scena, che nel suo momento d’oro è riuscita a unire la comunità degli espatriati attorno a band locali che volevano fare musica rock’n’roll, che nel Paese islamico era bandita. Ed è così che ha scoperto la prima – e finora l’ultima – band heavy metal afgana, i District Unknown.

Djset mediorientale e Mr Gay Syria a Mediorizzonti

La regista di Mr Gay Syria, Ayse Toprak

di Elena Guerra

La Festa di Mediorizzonti si tiene al Colorificio Kroen domenica 21 ottobre alle 19.00 con Dj Babari & Domestic Dome, un djset mediorientale (World Groove), con proiezioni e aperitivo libanese a cura di Tabulè, in via Antonio Pacinotti 19 (ZAI). Stefania Berlasso intervista i musicisti prima del djset. Ingresso con pretesseramento AICS obbligatorio a www.colorificiokroen.it/tesseramento. MediOrizzonti, la rassegna di cinema mediorientale a Verona, è realizzata grazie all’associazione culturale veronetta129, il gruppo informale Net Generation e La Sobilla, con il supporto del Cinema Nuovo San Michele.

Il documentario Mr Gay Syria della regista Ayse Toprak (Germania | Malta | Turchia, 2017, 85’) sarà presentato lunedì 22 ottobre alle 20.30 al Cinema Nuovo San Michele via V. Monti 7c. Il dibattito dopo il documentario sarà condotto dalla giornalista Elena Guerra che intervisterà la regista turca in collegamento skype, dialogando con Lorenzo Bernini dell’Università degli Studi di Verona insieme ai rappresentanti delle associazione Pink Refugees del Circolo Pink e ARCI/Arcigay Pianeta Milk Verona.

Mr Gay Syria racconta le peripezie di alcuni rifugiati che cercano d’inviare un rappresentante siriano alla competizione Mr Gay World. Mahmoud Hassino, il primo LGBT blogger in Siria, ha organizzato un concorso segreto per eleggere, tra i profughi in Turchia, il Mr Gay Syria, per fargli acquisire il diritto di partecipare alla competizione mondiale, andando contro l’omofobia dei terroristi. La regista Ayse Toprak, giornalista e regista turca che vive a Istanbul, ha incontrato Mahmoud nel 2011, mentre lavorava come reporter per Al Jazeera e stava raccogliendo informazioni sulla crisi dei profughi siriani al confine turco. I concorrenti sono stati solo cinque e i loro volti sono coperti, per non metterli ulteriormente in pericolo. Il vincitore è stato Husein, un profugo siriano di 23 anni, gay, originario di Aleppo, che ora vive a Istanbul. Il suo sogno era quello di mostrare finalmente il suo vero volto al mondo, togliersi la maschera. Al Daily Mail, subito dopo avere vinto il contest, ha  spiegato: «Voglio dimostrare che i gay siriani non sono solo corpi gettati dai palazzi a causa dell’ISIS. Abbiamo sogni, idee e vogliamo vivere la nostra vita. Certo, eravamo nervosi a competere per il concorso ma anche entusiasti. Tutti noi volevamo essere eletti per far qualcosa di utile». Negli ultimi tre anni, Mahmoud e Ayse hanno seguito i loro personaggi in Turchia, Malta, Germania e Norvegia. Uno spaccato intimo e inedito dell’identità omosessuale siriana “in esilio”. Ingresso con biglietto unico 5€. La proiezione è in lingua originale con sottotitoli in italiano. Per informazioni scrivere a info@veronetta129.it o consultare la pagina FB di Mediorizzonti.

La regista. Ha conseguito un BFA in film e TV alla “Tisch School of the Arts” ( NY University) e un master la New School University. Dopo quasi 15 anni di vita, studio e lavoro a New York, Londra e Doha (Qatar), nel 2011 è tornata in Turchia dove lavora con Al Jazeera a documentari sociali e politici.

Lorenzo Bernini è professore associato di Filosofia politica presso l’Università di Verona. Con la professoressa Adriana Cavarero, ha fondato il Centro di ricerca PoliTeSse (Politiche e Teorie della Sessualità, www.politesse.it) di cui adesso è direttore. I suoi interessi spaziano dalla filosofia politica classica della modernità (in particolare Thomas Hobbes) e dal pensiero francese del Ventesimo secolo (in particolare Michel Foucault), alle teorie contemporanee della democrazia radicale, alle teorie critiche sulla ‘razza’ , alle teorie queer.

Pink Refugees nasce nel febbraio 2017 all’interno del Circolo Pink di Verona, associazione gay, lesbica, bisessuale, trans ed etero di Verona. La costituzione del gruppo si è resa necessaria per soddisfare le tante richieste che arrivavano alla nostra associazione per l’assistenza e l’accoglienza di migranti gay presenti sul territorio veronese e non solo. Scopo del gruppo, è dar vita a uno spazio di confronto sui temi legati all’essere gay, lesbica e trans in paesi dove spesso l’omosessualità è un reato punito con carcere e in alcuni casi la pena di morte. Lo sportello migranti GLBT Verona di ARCI/Arcigay Pianeta Milk Verona vuole offrire un servizio gratuito per aiutare tutte le persone migranti in difficoltà o che non sono in grado di avviare le pratiche per la richiesta di asilo, e riprende un’analoga esperienza già attiva a Milano e resa possibile anche grazie ai risultati del progetto nazionale di Arcigay “IO – Immigrazione e Omosessualità”.

Consulta il programma di Mediorizzonti.

Wajib apre MediOrizzonti

di Elena Guerra

La quarta edizione della rassegna di cinema mediorientale si inaugura lunedì 8 ottobre alle 20.30 al Cinema Nuovo San Michele, via V. Monti 7c, che è sostenitore dell’iniziativa, realizzata grazie all’associazione culturale veronetta129, il gruppo informale Net Generation e La Sobilla. Wajib – Invito al matrimonio è un road movie emozionante che sarà raccontato dal protagonista Saleh Bakri in collegamento via skype, intervistato dal giornalista Paolo Sacchi. Ingresso con biglietto unico 5€. La proiezione è in lingua originale con sottotitoli in italiano. Per informazioni scrivere a info@veronetta129.it o consultare la pagina FB di Mediorizzonti.

La trama: Abu Shadi prepara il matrimonio della figlia. Suo figlio, architetto a Roma, rientra per aiutarlo come vuole la tradizione del “wajib”, ossia il “dovere” di portare a mano a tutti gli invitati le partecipazioni di matrimonio. Tra una visita e l’altra, tra le tortuose salite e discese di Nazareth, emergono rancori e ricordi che tracciano la geografia di una città divisa. Abu Shadi (Mohammad Bakri) e Shadi (Saleh Bakri), padre e figlio anche nella vita e per la prima volta insieme al cinema, ci guidano, a bordo della loro vecchia Volvo, in un road movie urbano tra lo spazio di una città ferita e il tempo di una famiglia distrutta. Guarda l’evento su Facebook.

La regista guarda alla sua Palestina attraverso la relazione famigliare in cui si riflette l’intera comunità: due diverse generazioni rispecchiano modi opposti di essere palestinese. La capacità di Annemarie Jacir è di farci addentrare in una situazione di “conflitto” generazionale, che passa dalla visione opposta sulla convivenza tra palestinesi ed ebrei, toccando però ogni aspetto della vita sociale (convivere fuori dal matrimonio, omosessualità, usanze e doveri, etc) senza far sentire, eccessivamente, il peso della realtà storica in cui viene raccontata la vicenda. Il film si ispira a un episodio autobiografico della regista, che incuriosita da questa tipica usanza nazarena, seguì il marito durante i cinque giorni di consegna delle partecipazioni. Tra i numeri premi ha ricevuto il Middle East Now Award 2018 del Festival fiorentino Middle East Now.

Annemarie Jacir è una regista, sceneggiatrice e produttrice cinematografica palestinese, laureata in Politica e Letteratura ai Claremont Colleges, in California, con un master in cinema alla Columbia University, New York. Con il suo film d’esordio, Il sale di questo mare è diventata la prima regista donna palestinese ad aver diretto un lungometraggio, lavoro però che l’ha costretta nel 2007 a lasciare la Palestina poichè le autorità israeliane le impedirono di stabilirsi definitivamente nel suo Paese natale. Il divieto le fu infine revocato e oggi la regista risiede nella città di Haifa, Israele.

MediOrizzonti, supportata dal Cinema Nuovo di San Michele Extra a Verona, è l’iniziativa dell’associazione culturale veronetta129, Net Generation e La Sobilla. La rassegna di cinema mediorientale propone uno sguardo libero da stereotipi e pregiudizi troppo spesso veicolati nel racconto mediatico di questa zona del mondo, e lo fa attraverso film, documentari, incontri poetici, arte, musica e presentazioni di libri. L’appuntamento vede la collaborazione del Middle East Now di Firenze, l’Associazione culturale Italo-Spagnola ACIS, Colorificio Kroen, Pink Refugeese del Circolo Pink, ARCI/Arcigay Pianeta Milk Verona, Tabulè e Prosmedia. L’immagine del manifesto di quest’anno è di Tamara Abdul Hadi, dal titolo Natalie at home in Beirut. Tamara Abdul Hadi è una fotografa indipendente, nata negli Emirati Arabi Uniti da genitori iracheni, cresciuta a Montreal, in Canada e attualmente residente a Beirut, Libano.

La settimana di Mediorizzonti prosegue martedì 9 ottobre alle 19.30: Medina Azahara. La città splendente a cura di Acis. Una serata sulla città dell’Andalusia, oggi Patrimonio dell’Umanità, a l’Osteria Ai Preti, Interrato Acqua Morta 27. Ingresso libero. Guarda l’evento su Facebook.

Consulta il programma.

Ferrara | Festival di Internazionale 2018

di Cristina Martini

3 giorni di incontri, workshop e laboratori per bambini, 216 ospiti da 44 Paesi dei 5 continenti, più di 75.000 presenze attese: questi sono i numeri in crescita del Festival di Internazionale 2018, l’appuntamento annuale che dal 5 al 7 ottobre porterà a Ferrara i giornalisti di tutto il mondo.

Giunto ormai alla dodicesima edizione, il Festival propone al pubblico dibattiti, workshop, mostre, proiezioni di film e documentari alla presenza di giornalisti, studiosi, scrittori, fotografi e artisti. Ferrara sarà spazio e luogo di contaminazione culturale su molteplici tematiche quali attualità, economia, letteratura, fumetti e fotografia.

Il simbolo del Festival 2018 racchiude in sé il messaggio e il filo conduttore degli incontri: il tempo è scaduto. Suona quindi una sveglia: l’ascesa dei nuovi populismi, il ritorno di misure protezionistiche e il dilagare di posizioni xenofobe hanno generato in Europa e nel mondo un forte bisogno di risposte. Dalle guerre in corso alle catastrofi ambientali, dal razzismo alle disuguaglianze economiche e sociali, è tempo di reagire.

“In un’epoca di muri e di percorsi di isolamento – afferma il vice sindaco di Ferrara Massimo Maisto – Internazionale a Ferrara è una manifestazione di straordinaria importanza, perché apre lo sguardo e la conoscenza verso tragitti, storie, esperienze diverse, consente confronti, stimola curiosità, favorisce la contaminazione del pensiero e delle opinioni. È un festival che “accoglie”, che approfondisce, che squaderna sul suggestivo palcoscenico del centro storico di Ferrara problemi, scenari e prospettive del mondo futuro – globale e locale – che ci attende”.

Le attività saranno per la maggior parte gratuite e raggiungibili in modo sostenibile (a piedi o in bicicletta). Internazionale e la città di Ferrara hanno ancora una volta profuso il loro impegno per rendere questo grande appuntamento accessibile a tutti, senza barriere architettoniche.

Puoi consultare il programma qui: https://www.internazionale.it/festival/programma.

Guardare al Medioriente da nuove angolazioni

Porto Burci

di Elena Guerra

Da mercoledì 3 a venerdì 5 ottobre alle 20.30 Porto Burci ospiterà la rassegna “Aspettando Mediorizzonti”, anteprima del festival veronese ideato e realizzato dall’associazione culturale veronetta129 in collaborazione con Net Generation e La Sobilla. Le proiezioni  in programma a Porto Burci, propongono al pubblico, un cambio di prospettiva per dare visioni nuove e non scontate su alcuni dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Una selezione di documentari che vanno oltre l’immaginario collettivo su paesi troppo spesso stereotipati dai media.

Mercoledì 3 ottobre verrà proiettato il documentario Bağlar (Turchia, 2016, 80’) delle registe Berke Baş e Melis Birder. Bağlar è un distretto della provincia di Diyarbakir, città centro del conflitto kurdo con la Turchia. Il film segue per tre stagioni la squadra di basket giovanile, il Bağlar Sports Club, e il loro allenatore Yildirim, un insegnante idealista di 37 anni, che dà nuovo significato e speranza alle vite dei suoi ragazzi e a tutta Diyarbakir, cercando di portarli alle finali nazionali.Lo sport come rivincita e spinta alla conquista di un’identità negata.

Si prosegue giovedì 4 ottobre con il documentario If Only I Were That Warrior (Italia, 2015, 72’) del regista Valerio Ciriaci, sull’invasione fascista dell’Etiopia, l’agognato “Posto al sole” che Mussolini volle assicurare al popolo italiano con il ricorso sistematico a crimini di guerra. Un appuntamento non strettamente legato al Medioriente ma  necessario in un paese dove crescono sempre più le “dimenticanze” storiche e le tensione “neo-fasciste”.

Chiude l’anteprima vicentina venerdì 5 ottobre i cortometraggi firmati The Guardian del regista Matteo Lonardi:

  • After Banksy: the parkour guide to Gaza, the Guardian, Gran Bretagna (2015, 3’): dei parkour di Gaza, in risposta a Banksy, ci mostrano la vita quotidiana e i sogni oltre confine. Con la colonna sonora della più grande artista hip-hop della Palestina, Shadia Mansour.
  • Crossing the Line, the Guardian, M. Lonardi, Gran Bretagna (2016, 35’): 10 artisti mediorientali intraprendono un viaggio attraverso gli USA esplorando alcune questioni chiave che il paese ha in comune con il Medio Oriente: chiusura dei confini, libertà di espressione e città sempre meno a misura d’uomo.

Il Festival Mediorizzonti è alla sua quarta edizione e ha scelto Porto Burci per lanciare la rassegna per il pubblico vicentino. Le serate sono a ingresso libero e i documentari come nei migliori festival saranno proiettati in lingua originale e sottotitolati.

Porto Burci è un centro culturale, formativo e ambientale aperto dal Comune di Vicenza nello spazio dell’ex-asilo Burci, al civico 27 e gestito da una serie di associazioni a capofila delle quali c’è Festambiente Vicenza; è un luogo aperto e condiviso, spazio dedicato alla partecipazione attiva e alla cultura, allo scambio di idee e sensibilità, alla condivisione di competenze e risorse. Nel Porto si incontrano persone e organizzazioni con obiettivi diversi ma che scelgono di operare in un luogo comune, condividendone le idee di fondo: sostenibilità ambientale, cittadinanza attiva, progettazione culturale e rete sociale.

Le attività e l’organizzazione generale sono discusse ed approvate da una “Capitaneria di Porto”, che si riunisce una volta a settimana e di cui fanno parte le realtà che hanno in gestione Porto Burci: Festambiente Vicenza (capofila), Arci Servizio Civile, Circolo Cosmos, Non Dalla Guerra, Arciragazzi, Teatro Amantidi e Legambiente.

La Capitaneria è coadiuvata dalla “Gassa del Porto”, gruppo di lavoro che ha il compito di collegare le attività e gli eventi all’interno di un calendario e di legare le diverse progettualità in un’ottica di “produzione dal basso”. La “gassa”, nota anche come “nodo bolina” o “cappio del bombardiere”, è un nodo ad occhiello che ha il pregio di non essere scorsoio, ma allo stesso tempo non si stringe mai troppo.

Porto Burci è “approdo” e “darsena”, dove le attività diventano laboratorio permanente: Scuola del fare (falegnameria e sartoria), Lavoratorium (immagine e comunicazione), (p)Orto dei Burci (orto sociale), Radio Zappa (web-radio). Porto Burci è “porto di mare”, costantemente in conversazione con altre realtà del territorio: Spritz Letterario, Arturo – Spazio Nadir, Meccano 14, le associazioni delle feste rock di Vicenza (Jamrock Festival, Riviera Folk Festival, Lumen Festival e SpioRock), la Comunità Murialdo Veneto.

Arriva MediOrizzonti a Verona

di Elena Guerra

Ritorna a Verona la quarta edizione della rassegna di cinema mediorientale “MediOrizzonti”. Anteprima con Mañana Insh’allah, documentario sulla situazione migratoria nel luogo simbolo della cosiddetta “accoglienza” europea. L’iniziativa è realizzata  grazie all’associazione culturale veronetta129 e il gruppo informale Net Generation, La Sobilla e il supporto del Cinema Nuovo San Michele.

L’appuntamento con Mediorizzonti è a ottobre 2018, per il quarto anno consecutivo, al Cinema Nuovo di San Michele Extra a Verona, via V. Monti 7c, che ha supportato l’iniziativa dell’associazione culturale veronetta129, Net Generation e La Sobilla. La rassegna di cinema mediorientale propone uno sguardo libero da stereotipi e pregiudizi troppo spesso veicolati nel racconto mediatico di questa zona del mondo, e lo fa attraverso film, documentari, incontri poetici, arte, musica e presentazioni di libri. L’appuntamento vede la collaborazione del Middle East Now di Firenze, l’Associazione culturale Italo-Spagnola ACIS, Colorificio Kroen, Pink Refugeese del Circolo Pink, ARCI/Arcigay Pianeta Milk Verona, Tabulè e Prosmedia.

Si parte con l’Anteprima giovedì 4 ottobre alle 20.30, con l’aperitivo libanese e il documentario Mañana, Insh’allah (di Mattia Carraro, Lea Lazić, Otto Reuschel, 2016, 44 min) a La Sobilla, salita Santo Sepolcro, 6/b, Verona. Ingresso libero con tessera consigliata. Melilla, cittá europea sul continente africano. Notte e giorno Ilies guida attraverso la cittá. Tassista irregolare marocchino, Ilies vive fin dalla nascita sul territorio spagnolo, senza poter ottenere i documenti necessari per regolarizzare la sua attività e condurre una vita tranquilla. Aomar e Mohammed insieme a decine di giovani ragazzi marocchini, vivono nascosti tra gli scogli nelle vicinanze del porto, nella speranza di riuscire un giorno a salire clandestinamente sulle navi mercantili dirette verso il continente europeo. Climako, giovane camerunense da 5 anni intrappolato a Melilla, è stato espulso dal centro di accoglienza per migranti, e da 7 mesi è costretto a vivere in un accampamento di fortuna in prossimità del centro stesso. Prigioniero di una torbida burocrazia vive una condizione di costante incertezza riguardo al suo futuro. Seguendo queste tre storie gli autori di Mañana Insh’allah cercano di illustrare la situazione migratoria nel luogo simbolo della cosiddetta “accoglienza” europea.

Ecco di seguito il programma in breve:

  • lunedì 8 ottobre alle 20.30: primo appuntamento al cinema con il lungometraggio Wajib della regista Annemarie Jacir (Palestina, 2017, 96’) al Cinema Nuovo San Michele via V. Monti 7c. Ingresso con biglietto unico 5€;
  • martedì 9 ottobre alle 19.30: Medina Azahara . La città splendente a cura di Acis. Una serata sulla città dell’Andalusia, oggi Patrimonio dell’Umanità, a l’Osteria Ai Preti, Interrato Acqua Morta 27. Ingresso libero;
  • lunedì 15 ottobre alle 20.30: secondo appuntamento al cinema con il documentario Kedi della regista Ceyda Torun (Turchia | USA, 2016, 80’) al Cinema Nuovo San Michele via V. Monti 7c. Ingresso con biglietto unico 5€;
  • domenica 21 ottobre alle 19.00: Dj Babari & Domestic Dome a cura di Colorificio Kroen. Djset mediorientale (World Groove), con proiezioni e aperitivo libanese, al Colorificio Kroen in via Antonio Pacinotti 19 (ZAI). Ingresso con pretesseramento AICS obbligatorio a www.colorificiokroen.it/tesseramento;
  • lunedì 22 ottobre alle 20.30: terzo appuntamento al cinema con il documentario Mr Gay Syria della regista Ayse Toprak (Germania | Malta | Turchia, 2017, 85’) al Cinema Nuovo San Michele via V. Monti 7c. Ingresso con biglietto unico 5€;
  • giovedì 25 ottobre alle 20.30: Israele, mito e realtà a cura di La Sobilla. Presentazione del libro (ed. Alegre, 2018) con gli autori Michele Giorgio e Chiara Cruciati a La Sobilla, in salita Santo Sepolcro 6/b. Ingresso libero con tessera consigliata;
  • lunedì 29 ottobre alle 20.30: quarto e ultimo appuntamento al cinema con il documentario Rockabul del regista Travis Beard (Afghanistan, Australia, Bosnia Erzegovina | GB, 2018, 77’) al Cinema Nuovo San Michele via V. Monti 7c. Ingresso con biglietto unico 5€;

Gli organizzatori. L’associazione culturale veronetta129 e il gruppo informale Net Generation promuovono nel territorio veronese l’incontro tra culture diverse e tra persone per la promozione e diffusione del messaggio antirazzista in modi sempre nuovi ed originali: la prima sostiene e prende parte attiva, spesso in rete con alte associazioni ed enti, ad attività antirazziste e antifasciste sul territorio progettate su e per il territorio veronese, il secondo nasce dalla necessità di dare spazio a ragazzi e ragazze che vogliono far sentire la propria voce, creare insieme iniziative ed eventi, dimostrare che il cambiamento è possibile. La Sobilla  è uno spazio autogestito, un laboratorio di idee e di pratiche libero da sponsor istituzionali e commerciali che propone presentazioni di libri, seminari, proiezioni, esposizioni e altro ancora. Al suo interno si trovano la Biblioteca Giovanni Domaschi, Rivolta il debito / Communianetwork, Non Una Di Meno e anche singole persone che hanno deciso di condividere un progetto gestito in modo orizzontale e assembleare.
L’iniziativa è organizzata in collaborazione con il festival Middle East Now di Firenze che si occupa di cinema, arte e cultura contemporanea, focalizzati su temi forti del mondo contemporaneo, come strumento potente di conoscenza della realtà e di integrazione culturale. Con l’associazione italo-spagnola ACIS che ha lo scopo di promuovere la diffusione della cultura e della lingua spagnola a Verona, con il Colorificio Kroen, circolo culturale affiliato AICS, situato all’interno di un ex-colorificio nella zona della ZAI storica di Verona. Focalizzato in particolar modo sulla proposta musicale, nasce per creare un punto di incontro, discussione ed aggregazione attorno al mondo della musica. Sostengono l’iniziativa anche Pink Refugeese del Circolo Pink e ARCI/Arcigay Pianeta Milk Verona. E ancora con Tabulè, ristorante a Verona di cucina mediorientale. Media partner Prosmedia, gruppo di analisi dei media del Centro Studi Interculturali dell’ateneo scaligero.

Contatti. Le proiezioni sono in lingua originale con sottotitoli in italiano, accompagnate da una breve presentazione. Per informazioni scrivete a info@veronetta129.it, consultate le pagine FB Veronetta Centoventinove e/o Mediorizzonti, e guardate i video sul canale Youtube Veronetta Centoventinove.

Giornata di formazione “Cinema e dibattito in sala”

Patrizia Canova

di Elena Guerra

Affinare le tecniche di animazione del dibattito in sala. Questo l’obiettivo della giornata di formazione “Cinema e dibattito in sala” organizzato dallo Spazio Scuole del Festival del Cinema africano di Verona, sabato 15 settembre dalle 9 alle 18.15 in Sala Africa, vicolo Pozzo, 1 (possibilità di ampio parcheggio).

«Abbiamo verificato l’importanza di una formazione permanente che ogni anno prepari lo staff dello Spazio Scuole e i volontari del festival a introdurre al film e animare il dibattito non sempre facile nelle grandi platee – spiega la direzione artistica del Festival –. Stimolare la discussione significa saper fornire gli argomenti corretti per approfondire la prima impressione suscitata dal film. Chi conduce il dibattito deve saper usare metodi accattivanti per sollecitare l’attenzione dei più distratti, coinvolgendoli rapidamente su specifici argomenti con metodologie di gestione del dibattito testate sui film scelti».

La giornata è condotta da Patrizia Canova, consulente e formatrice di educazione ai media e intercultura.

Il programma:
– dalle 9.00 alle 13.00 approccio teorico applicato ai film in programma per la scuola primaria e secondaria di I° grado. L’esperto propone metodologie di coinvolgimento per il dibattito in sala con gli studenti.
– dalle 14.15 alle 18.15 attività laboratoriale: si sperimentano le tecniche proposte al mattino dall’esperto relative ai film in programma e l’esperto diventa “facilitatore” per capire quali sono i punti di debolezza nel cimentarsi nel ruolo di animatore di sala (l’esperto proporrà il laboratorio più idoneo a testare il metodo insegnato e le capacità dei corsisti ad applicarlo).

Lasciando il proprio contatto mail a organizzazione@cinemafricano.it si riceveranno i 2 film in preview in preparazione della giornata formativa. Il corso si rivolge a chi vuol far parte dello staff dei volontari per aiutare a gestire i dibattiti in sala nella prossima edizione del Festival di Cinema Africano (9 novembre-9 dicembre 2018).

Convegno sulle competenze del futuro

di Elena Guerra

La tavola rotonda per parlare di soft skillsSaper Essere oltre a Saper Fare!” organizzata dal CMarketing con il patrocinio del Centro Studi Interculturali dell’Università degli Studi di Verona, si terrà giovedì 6 settembre alle 17.30 al Polo Zanotto, in aula 1.1.

«Sarà un momento di riflessione per rispondere ad alcune domande sull’evoluzione del mondo del lavoro nella moderna era dell’industria 4.0. Vogliamo capire quali sono le competenze del futuroracconta Cristina Marchi organizzatricee cercheremo di rispondere a queste domande: Quali sono le competenze più richieste oggi nel mercato del lavoro? Quali sono i suggerimenti utili per “preservare” il futuro dai lavoratori di oggi? Come sarà il lavoro nei prossimi 15 anni? Perché sarà richiesta preparazione tecnica e soft skill? Quali sono i nuovi ruoli che le aziende stanno impiegando?».

Il World Economic Forum elenca le principali competenze trasversali mettendo al primo posto il problem solving, il pensiero critico e la creatività. Il Mondo 4.0 è denso di opportunità ma anche di incognite: un tema non trascurabile, sarà capire come riconvertire risorse umane già integrate nel mondo del lavoro perché possano stare al passo con i tempi.

L’evento è gratuito e aperto a tutti. Per partecipare prenotare il proprio posto al numero 333.7796600 o all’indirizzo marchi@cmarketing.it.

Cold Case, corso di formazione a Verona con Laura Baccaro

di Maurizio Corte

C’è una sfida che chiama all’azione nel trattare i “Cold Case”, i casi di cronaca nera a “pista fredda”. Non è un caso se ha avuto un grande successo la serie televisiva “Cold Case”. La sfida con l’enigma non risolto, con il problema invecchiato ma affascinante e con il tempo che passa, tutto questo rende i Cold Case affascinanti.

Una vicenda “a pista fredda” richiede tuttavia di essere affrontata con metodo. Ce ne siamo accorti la criminologa Laura Baccaro e io nello studiare il caso del sequestro e omicidio di Milena Sutter e la vicenda di Lorenzo Bozano.

Parte di quell’enorme lavoro lo abbiamo condensato nel libro “Il Biondino della Spider Rossa. Crimine, giustizia e media”, editore Cacucci, 2018.

Del metodo di lavoro con cui si affronta un Cold Case trattiamo invece in un corso di formazione di quattro ore che abbiamo voluto organizzare a Verona, venerdì 19 ottobre 2018, dalle 14.30 alle 19, nella sala conferenze di Legambiente, in via Bertoni 4.

Abbiamo pensato che fosse giusto mettere a disposizione di chi è interessato – operatore, studioso, appassionato o allievo di corsi in ambito criminologico o giornalistico – quanto siamo venuti imparando e scoprendo nel nostro lavoro sul caso del “Biondino”.

Il titolo del corso è: “Analisi crimino-mediatica dei Cold Case: il caso del Biondino della Spider Rossa”. Il corso di formazione, partendo dai concetti generali, si concentrerà su quanto è emerso studiando, analizzando e indagando la vicenda che ha portato alla pubblicazione del libro “Il Biondino della Spider Rossa. Crimine, giustizia e media” (editore Cacucci, 2018).

Il costo del corso è di 78 euro, comprensivi del libro, del materiale didattico e dell’attestato di partecipazione. Abbiamo cercato di mantenere un costo contenuto e di fornire, oltre alle quattro ore di corso, anche il libro e del materiale didattico che pensiamo possa essere utile.

PROGRAMMA DEL CORSO DI FORMAZIONE SUI COLD CASE

Laura Baccaro: “Analisi psico-criminologica nei cold case”
Laura Baccaro è psicologa giuridica e criminologa, docente di Psicologia criminale in varie università.

Maurizio Corte: “Giornalismo investigativo: raccolta e analisi delle fonti (metodo di lavoro e raccolta dati)”
Maurizio Corte è giornalista professionista e docente di Giornalismo Interculturale all’Università di Verona

Le iscrizioni vanno fatte entro venerdì 12 ottobre 2018 attraverso il sito dell’Associazione Psicologo di Strada (www.psicologodistrada.it).

Il corso di formazione “Analisi crimino-mediatica dei Cold Case: il caso del Biondino della Spider Rossa” è organizzato in collaborazione con l’Associazione culturale ProsMedia, che svolge analisi e ricerca sui media nell’ambito del Centro Studi Interculturali dell’Università di Verona.

Laura Baccaro tratterà gli aspetti criminologici dei “Cold Case”. Come si lavora nell’analisi di tipo crimino-dinamico su un caso come quello del “Biondino della Spider Rossa”. Operare con metodo è essenziale per cercare di arrivare alla soluzione di casi indubbiamente complessi, non fosse che per il tempo passato dal loro accadere a quando li si riprende in mano.

Da parte mia, tratterò il tema del Cold Case dal punto di vista del Giornalismo Investigativo: come si deve porre un giornalista di fronte a un caso a “pista fredda”. Non solo: quale utilità possono avere i giornali (e i media in generale) nello studiare una vicenda di tanto tempo prima.

La professoressa Baccaro porterà la sua esperienza e la sua conoscenza psicologica e criminologica. Per quanto mi riguarda, cercherò di trasmettere quanto ho imparato sul campo, nello studio di un Cold Case – come il “Biondino della Spider Rossa” – che ho affrontato come studioso dei media. Ma che mi ha giocoforza portato ad allargare la visuale all’investigazione giornalistica.

Per informazioni ulteriori sul corso: cortemedia@virgilio.it. Istruzioni e scheda per iscriversi a corso “Analisi crimino-mediatica dei Cold Case: il caso del Biondino della Spider Rossa”: http://www.psicologodistrada.it/cold-case-criminologia-e-media-corso-di-formazione.

Volti da ascoltare

di Elena Guerra

Attraverso una metodologia di interazione colloquiale e artistico manuale tra ragazze e ragazzi, provenienti dall’Italia e da diversi Paesi d’Africa e d’America Latina, il laboratorio pomeridiano “Volti da ascoltare. Quando arte e racconti si incontrano” si prefigge di sensibilizzare al volto dell’Altro, e a una possibile alterità in chiave di prossimità.

Grazie alla conduzione dello scultore Marco Danielon, venti giovani si incontreranno a Verona, nel giardino della Casa Madre delle Suore Missionarie Comboniane, in via Santa Maria in Organo, 1, da martedì 26 a venerdì 29 giugno, dalle 15:00 alle 18:00. Per partecipare al laboratorio è necessario scrivere a marco.danielon@gmail.com. Il giardino sarà comunque aperto alla cittadinanza qualora qualcuno voglia assistere ai lavori. Un momento di condivisione e restituzione è aperto a tutti è fissato per venerdì 29 giugno dalle 19, con l’esposizione e un aperitivo festoso.

L’orizzonte è quello di facilitare un percorso di accoglienza reciproca alla riscoperta dei volti durante un laboratorio gratuito di modellazione dell’argilla, ad altezza dei visi, dove in due ci si premura di restituire all’altrola forma del suo volto. Un “faccia a faccia” dove ognunocreando il volto dell’altro possa percepire nella relazione un “al di là” nella consapevolezza che l’altro lo riguardi.

Per informazioni contattare Marco Danielonal numero 349.1693200. L’iniziativa è supportata dal Centro Studi Interculturali dell’Università degli Studi di Verona, dall’associazione Villa Buri onlus, dall’associazione culturale veronetta129 e da Combonifem.