Siamo tutti esposti

di Elena Guerra
“Siamo differenza, facciamola”. “Restiamo umani”. “Prima le persone”. Sono solo alcune delle cinquanta frasi che in occasione della Settimana di Azione Contro il Razzismo, l’associazione culturale veronetta129, D-hub, via XX settembre Social Street, Le Fate Onlus (realtà che fanno parte del cartello Nella Mia Città Nessuno è Straniero), metteranno a disposizione su striscioni dipinti a mano, durante l’evento Siamo tutti esposti. Sabato 16 marzo, dalle 10 alle 16, ai giardini dell’ex Nani, già dalla mattinata, chi volesse può scegliere la sua frase preferita tra quelle proposte e cimentarsi nella creazione dei manifesti. La distribuzione invece inizierà nel primo pomeriggio. L’iniziativa, supportata dall’UNAR, l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, vede la partecipazione di cittadine e cittadini e di istituzioni presenti nel quartiere di Veronetta, come l’Università degli Studi di Verona, le scuole Duca d’Aosta e la parrocchia di San Nazaro.

«Veronetta non è “il” quartiere multietnico di Verona, Veronetta e Verona sono semplicemente parte di un mondo composto da una moltitudine di persone in movimento – spiega Alice Silvestri, presidente dell’associazione culturale veronetta129 –. Con la nostra iniziativa ci rivolgiamo a chi, nella differenza, trova delle basi comuni. Sembra quasi anacronistico dirlo, dovrebbe ormai essere scontato, ma uno di questi punti di contatto è sicuramente l’antirazzismo. In un periodo storico in cui la violenza verbale (e non solo), l’esclusione, la chiusura sembrano spadroneggiare, vogliamo ripartire dalle basi, vogliamo aprire delle finestre, dei balconi, far breccia in questi muri che a volte sembrano davvero imprigionare alcuni e tener fuori altri. E vogliamo farlo insieme, con una presa di responsabilità personale, e in modo creativo».

Siamo tutti esposti è un laboratorio artistico dove scrivere, su teli in pvc antipioggia, frasi e citazioni su accoglienza, inclusione, antirazzismo da appendere a balconi e finestre per tutta la settimana successiva al laboratorio, dal 16 al 23 marzo, e oltre. Per una Veronetta inclusiva, bella, antirazzista. L’iniziativa, che ha preso spunto da un’attività simile sperimentata a Milano, è infatti rivolta al quartiere ad est dell’Adige, ma può essere sicuramente ripetuta anche in altri luoghi della città. Per chi non ha tempo o indole artistica ma ha spazio per esporre lo striscione che preferisce a Veronetta, può scrivere all’indirizzo info@veronetta129.it.

Ecco l’elenco delle frasi:
1 – La parola mondo è più importante della parola patria
2 – Se sbarca un alieno gli chiedo cosa mangia e se ha fame
3 – Le città sono di tutti
4 – La guerra tra poveri si combatte con l’inclusione
5 – Io appartengo all’unica razza che conosco, quella umana (Einstein)
6 – Entrando nella piazza ci si trova in mezzo ad un dialogo (Calvino)
7 – Se alzi un muro, pensa a ciò che resta fuori! (Calvino)
8 – Io sono bianco, nero e asiatico. Eppure tutti mi amano (Un panda)
9 – Le cose dovrebbero essere separate in base al colore solo in lavanderia
10 – L’amore, la rivolta, il pensiero, la creazione artistica: ecco cos’è da ricercare (Miguel Benasayang)
11 – Alla scala uno a uno prenderanno fuoco tutte le vostre mappe. (Wu Ming)
12 – Siamo sempre in viaggio (Steinbeck)
13 – Tutto il cielo è attraversabile per l’aquila, per l’uomo nobile tutta la terra è patria (Euripide)
14 – Siamo sempre lo straniero di qualcun altro (Tahar Ben Jelloun)
15 – L’unico straniero è il razzismo
16 – Nostra patria è il mondo intero (Pietro Gori)
17 – C’è sempre qualcuno più a nord di te
18 – Stop pretending your racism is patriotism
19 – Superiorists are inferiorists
20 – Racism is the refuge for the ignorant
21 – Make racism wrong again
22 – La raison, le jugement, viennent lentement, les préjugés accourent en foule (Rousseau)
23 – Rien ne développe l’intelligence comme les voyages (Zola)
24 – Si tu diffères de moi, mon frère, loin de me léser, tu m’enrichis (Antoine de Saint-Exupéry)
25 – Il razzismo è l’espressione del cervello umano ridotta ai minimi termini (R. Menchù)
26 – Il pregiudizio è figlio dell’ignoranza
27 – Il ricordo è il tessuto dell’identità (Nelson Mandela)
28 – Imagine all the people living life in peace (John Lennon)
29 – Più parli dei tuoi confini più si notano i tuoi limiti
30 – Possiamo essere liberi solo se tutti lo siamo (Hegel)
31 – L’indifferenza è il peso morto della storia (Gramsci)
32 – È più facile spezzare un atomo che un pregiudizio (Einstein)
33 – L’egoismo è sempre stato la peste della società (Leopardi)
34 – È impossibile parlare del razzismo di oggi se non si ricorda il razzismo di ieri (G. A. Stella)
35 – Questo deprecabile razzismo da stadio sta rovinando l’immagine di milioni di razzisti per bene (Altan)
36 – Siamo tutti figli dell’evoluzione delle stelle, quindi siamo davvero tutti fratelli (M. Hack)
37 – Il silenzio incoraggia sempre il torturatore, non il torturato (E. Wiesel)
38 – Siamo rimasti d’accordo su quanto di buono abbiamo in comune (Levi)
39 – Vivere nel mondo di oggi ed essere contro l’uguaglianza per motivi di razza o colore è come vivere in Alaska ed essere contro la neve (William Faulkner)
40 – Il razzismo è semplicemente sopraffazione
41 – Finché il colore della pelle di un uomo sarà più importante di quello dei suoi occhi sarà sempre guerra (Bob Marley)
42 – Il futuro è un diritto di tutti, non un privilegio di pochi
43 – Il razzismo è un luogo comune dove tutti gli stupidi si incontrano
44 – Salvare vite non è un reato
45 – Siamo differenza, facciamola
46 – Se si sogna da soli è un sogno. Se si sogna insieme è la realtà che comincia
47 – Prima le persone
48 – Prendersela con tutti i musulmani per il terrorismo è come prendersela con tutti i musicisti per Gigi D’Alessio
49 – Restiamo umani
50 – L’Università promuove il pluralismo delle idee e respinge violenza, discriminazione e intolleranza  (Estratto dall’Art. 1-Comma 3, Statuto dell’Università di Verona)

La Settimana di Azione Contro il Razzismo è realizzata ogni anno in occasione della celebrazione in tutto il mondo della Giornata per l’eliminazione delle discriminazioni razziali, fissata nella data del 21 marzo dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, a ricordo del massacro perpetrato dalla polizia sudafricana nel 1960, a Sharpeville, di 69 manifestanti che protestavano pacificamente contro le leggi razziste emanate dal regime dell’apartheid.

La sfida di questa iniziativa è tappezzare il quartiere con frasi accoglienti e inclusive, e invitare tutti i cittadini e le cittadine a fotografare i diversi balconi e postare le immagini sui propri social con i seguenti hashtag: #diversiperchéunici #siamotuttiesposti.

Le associazioni promotrici invitano poi all’appuntamento organizzato da tutte le associazioni aderenti al Cartello Nella mia città nessuno è straniero per sabato 23 marzo con #PassaPorti – Marcia contro ogni forma di razzismo per una città aperta e solidale, ritrovo nel piazzale della Stazione di Porta Nuova alle ore 15. Arrivo in Piazza Bra con musica e reading. A tutti i partecipanti verrà consegnato il #PassaPorti, simbolo della manifestazione da portare al collo durante il corteo.

L’associazione culturale veronetta129 promuove nel territorio veronese l’incontro tra culture diverse e tra le persone con la promozione e diffusione del messaggio antirazzista in modi sempre nuovi ed originali. Sostiene e prende parte attiva, spesso in rete con alte associazioni ed enti, ad attività antirazziste e antifasciste progettate su e per il territorio veronese, con l’intento di dare spazio a ragazzi e ragazze che vogliono far sentire la propria voce, creare insieme iniziative ed eventi, dimostrare che il cambiamento è possibile. Le due attività storiche dell’associazione sono “Indovina chi viene a cena?_Verona”, progetto di relazione per mezzo del cibo, e “MediOrizzonti”, la rassegna di cinema mediorientale a Verona.

D-Hub è un laboratorio urbano nato nel 2013 che si occupa principalmente di sperimentare modelli di inserimento lavorativo che mettano al centro la persona, con i suoi talenti e i suoi desideri di realizzazione, attraverso la lavorazione di scarti industriali e domestici in alcuni laboratori artigianali, per permettere alle donne coinvolte di ritracciare per sé una traiettoria di lavoro e lo fa in un’ottica integrata (co-costruendo risposte generative a bisogni relazionali, abitativi, psicologici).

L’Associazione Le Fate Onlus nasce nel 1999 e opera principalmente a Verona e Provincia con lo scopo di essere vicino agli interessi della comunità, favorire la promozione umana e sostenere l’inclusione sociale di tutti i cittadini. Nel realizzare le proprie attività l’associazione pone al centro dell’attenzione il miglioramento del livello di benessere individuale e sociale. I molteplici saperi dell’organizzazione nel tempo sono diventati un punto di forza; l’eterogeneità ha dato la possibilità di generare un numero sempre maggiore di servizi in stretto rapporto di collaborazione con il territorio e le con sue realtà.

Presentazione del libro “Il Biondino della Spider Rossa”: sabato 9 marzo a “Lo Speziale” di Verona

di Maurizio Corte

Sabato 9 marzo, alle 12.30, alla locanda “Lo Speziale” di Verona, in via XX Settembre 7, la criminologa Laura Baccaro e io presentiamo il libro “Il Biondino della Spider Rossa. Crimine, giustizia e media”.
Sarà l’occasione per parlare del caso di Milena Sutter e della recente concessione della semilibertà a Lorenzo Bozano, condannato per il sequestro e l’omicidio, a Genova il 6 maggio 1971, della studentessa di origini svizzere. Ma sarà anche l’occasione per parlare di come i giornali hanno accolto le misure alternative al carcere (durante il giorno) concesse a Bozano, dopo quasi 42 anni passati dietro le sbarre. E di come una parte della stampa italiana abbia scelto di non parlare del libro.

Alla ricerca universitaria che sottende il libro hanno partecipato anche Elena Guerra e Cristina Martini dell’Associazione Culturale ProsMedia. E alcuni laureati e laureate del corso di laurea magistrale di Editoria e Giornalismo dell’Università degli Studi di Verona.

“Il Biondino della Spider Rossa” ricostruisce nei dettagli e con precisione i dati certi e i dubbi su quanto accadde a Genova, giovedì 6 maggio 1971, alle ore 17, quando Milena Sutter, una ragazza di 13 anni, scompare all’uscita della Scuola Svizzera, dove frequenta la terza media. E su quanto accadde nei giorni, mesi e anni successivi.

Milena Sutter è figlia di un ricco industriale. Il suo corpo, senza vita, viene trovato in mare due settimane dopo la scomparsa. L’ipotesi investigativa è soltanto una: il sequestro per motivi di denaro.

Ad essere accusato del rapimento e dell’omicidio della studentessa è un giovane di 25 anni, un perdigiorno di famiglia alto-borghese. È soprannominato il “biondino della spider rossa”: non è biondo, né magrolino. Assolto in primo grado nel 1973, viene condannato all’ergastolo nel 1975.

Dopo oltre 40 anni di carcere continua a professarsi innocente. Il libro “Il Biondino della Spider Rossa”, frutto di una ricerca universitaria durata otto anni, affronta gli aspetti del caso: i nodi non risolti; gli indizi contro l’imputato; la discutibile perizia medico-legale; la personalità controversa del giovane della spider rossa; il ruolo dei media; la seconda vittima della vicenda (l’amica di Milena, Isabelle).

Quello di Milena Sutter e Lorenzo Bozano è una vicenda che anticipa di trent’anni la mediatizzazione televisiva dei grandi casi giudiziari. E che rivela ancora la sua forte carica di notiziabilità.

La notizia della concessione della semilibertà a Lorenzo Bozano, decisa dal Tribunale di Sorveglianza di Firenze il 12 febbraio 2019, ha fatto esprimere a molta parte della stampa italiana tutto il carico di stereotipi e pregiudizi che ha circondato il caso.

Vecchie e imprecise narrazioni, alcune senza fondamento alcuno, si sono riproposte all’attenzione del pubblico.

Le centinaia di commenti sul profilo Facebook del Secolo XIX, quotidiano di Genova, sono lì a dimostrare quanto la rabbia di alcune persone e le posizioni forcaiole di altre si fondino su “dati di fatto” che tali non sono.

Con il libro, scritto assieme alla criminologa Laura Baccaro, non abbiamo voluto assumere posizioni innocentiste o colpevoliste. Abbiamo voluto sottoporre alla comunità scientifica una serie di quesiti fondamentali per una democrazia.

Alcuni di questi quesiti toccano tutti noi: dobbiamo essere giudicati come “personaggi” o come “persone”? Quale rapporto fra Scienza e Giustizia: di sudditanza dei risultati scientifici alle narrazioni giudiziarie o di autonomia e indipendenza? Quale ruolo spetta ai media nel raccontare un fatto di cronaca nera e un evento giudiziario: l’essere equidistanti o asserviti alle fonti?

Le domande sono importanti. Toccano i diritti basilari delle persone, cioè di tutti noi. Con il libro “Il Biondino della Spider Rossa”, Laura Baccaro e io abbiamo voluto consegnare ai lettori e agli studiosi un caso, tanti dubbi, alcune certezze, molti interrogativi. Oltre il pregiudizio, oltre l’ignoranza, oltre la rabbia e l’emozione popolare.

Realtà vs percezione: immigrazione e stereotipi

Come si combattono le fake news sull’immigrazione? Anche con numeri e dati. È uno dei punti di forza del Dossier Statistico Immigrazione 2018, un sussidio per favorire la conoscenza del fenomeno migratorio. In un’epoca di mistificazione delle migrazioni, questo documento continua a proporsi come uno strumento che, attraverso la lezione dei numeri e un’analisi ragionata della realtà, può aiutare a conseguire una comprensione più esatta del fenomeno.

L’incontro “Realtà vs percezione: immigrazione e stereotipi” di giovedì 14 febbraio alle 20.30 a La Sobilla (dalle 19.30 calda accoglienza in Salita San Sepolcro, 6/b, zona Porta Vescovo) vuole approfondire la questione con i numeri veronesi e veneti grazie all’analisi di Gloria Albertini, redattrice regionale IDOS/Progetto “Voci di Confine”, ed Elena Guerra, giornalista e ricercatrice nell’ambito dell’analisi dei media di Prosmedia.

L’ultima relazione della Commissione parlamentare Jo Cox sulla xenofobia e il razzismo attesta che l’Italia è il Paese del mondo con il più alto tasso di disinformazione sull’immigrazione. Non sorprende perciò che, secondo un sondaggio del 2018 condotto dall’Istituto Cattaneo, gli italiani risultino essere i cittadini europei con la percezione più lontana dalla realtà riguardo al numero di stranieri che vivono nel paese, credendo che ve ne siano più del doppio di quelli effettivamente presenti. In realtà nell’Ue a 28 Stati, dove – in base agli ultimi dati Eurostat al 1° gennaio 2017 – i cittadini stranieri sono 38,6 milioni (di cui 21,6 non comunitari) e incidono per il 7,5% sulla popolazione complessiva, l’Italia non è né il Paese con il numero più alto di immigrati né quello che ospita più rifugiati e richiedenti asilo. Durante la serata “Realtà vs percezione: immigrazione e stereotipi” si vuole scardinare qualche stereotipo e pregiudizio nei confronti del fenomeno migratorio, anche con l’apporto di alcune realtà del territorio impegnate a creare spazi interculturali di condivisione.
Per chi ne fa esplicita richiesta via mail a comunicazione@prosmedia.it con nome e cognome della persona che parteciperà all’evento validi per il ritiro, verrà messo a disposizione gratuitamente (fino a esaurimento scorte) il Dossier Statistico Immigrazione 2018, realizzato da Idos in partenariato con Confronti, con la collaborazione dell’UNAR, il contributo di “Voci di Confine-Progetto Aics” e il sostegno dei fondi Otto per Mille della Tavola Valdese – Unione delle chiese metodiste e valdesi. Ingresso libero con tessera consigliata. L’evento è realizzato grazie all’associazione veronetta129, La Sobilla, Prosmedia e Cestim.

Memoria Immagine racconta l’immigrazione oggi

L’associazione Memoria Immagine festeggia quest’anno i sui primi dieci anni di attività. È nata dall’idea di Dario Dalla Mura, Elena Peloso e di alcuni amici e collaboratori appassionati di storia e memoria. Per celebrare questo primo decennio di lavori per il grande schermo, il Cinema Nuovo San Michele di Verona, in via Vincenzo Monti 7c a San Michele Extra, ha deciso di proporre al pubblico una retrospettiva con quattro dei documentari più rappresentativi del lavoro di Dalla Mura e Peloso, durante i quattro lunedì di febbraio, alle 20.30, ingresso gratuito.

Lunedì 11 febbraio è il turno di Noi cittadini del mondo (Italia, 2015, 55’) sull’emigrazione a Verona con la presenza di alcuni protagonisti e l’introduzione di Elena Guerra, giornalista e parte dell’associazione culturale veronetta129 che ha collaborato alla realizzazione del documentario. Volti e voci, storie e memorie di giovani immigrati che sono arrivati in Italia e che qui vivono. Nelle loro testimonianze la nostalgia per i paesi lasciati, le difficoltà e le soddisfazioni nella scuola, nel mondo del lavoro e nella vita di tutti i giorni. Un racconto che è anche uno sguardo su come siamo e su come potremmo essere in un futuro più condiviso. Il documentario sarà preceduto da Indovina chi ti porto per cena di Amin Nour, il cortometraggio prodotto dalla GoldenArt Productions e WellSee, vincitore della terza edizione del bando MigrArti promosso dal Ministero Italiano per i Beni e le Attività Culturali (bando che è stato cancellato dall’attuale governo). È un viaggio pittoresco tratto da una storia realmente accaduta trasformata in commedia per portare lo spettatore a riflettere su temi sensibili distruggendo barriere o preconcetti che impediscono una reale percezione della realtà. Uno squarcio sulla Roma di oggi che mostra i figli dei migranti nelle varie sfaccettature, condito con ironia ed enfatizzando la dimensione del linguaggio come veicolo per abbattere pregiudizi e stereotipi.

La rassegna dedicata a Memoria Immagine continua il giorno 18 con Lassù in Germania storie di emigrazione italiane negli anni Sessanta (Italia, 2012, 43’), con la presenza di alcuni protagonisti e l’introduzione di Ernesto Kieffer, e infine il 25 febbraio con Ritorno a casa (Italia, 2016, 44’), introdotto dagli autori e con la presenza di Giannantonio Conati, storico e protagonista del film. Ingresso gratuito.

Indovina chi viene a cena? nuova edizione e il corto a tema di Amin Nour

di Elena Guerra
Una serata per conoscere il progetto Indovina chi viene a cena?_Verona, per partecipare a un contest culinario e per vedere i due corti Indovina chi ti porto per cena di Amin Nour (vincitore del bando MigrArti 2018) e il backstage Macedonia all’italiana di Diana Pesci, con entrambi i registi presenti all’evento. Tutto questo a La Sobilla, salita San Sepolcro 6/b (zona Porta Vescovo) a Verona, giovedì 17 gennaio alle 19.30 con un gioco che può far vincere la partecipazione a una cena, 20.30 accoglienza e saluto degli ospiti e presentazione dei due cortometraggi.

Indovina chi ti porto per cena di Amin Nour è il cortometraggio prodotto dalla GoldenArt Productions e WellSee, vincitore della terza edizione del bando MigrArti promosso dal Ministero Italiano per i Beni e le Attività Culturali (bando che è stato cancellato dall’attuale governo). È un viaggio pittoresco tratto da una storia realmente accaduta trasformata in commedia per portare lo spettatore a riflettere su temi sensibili distruggendo barriere o preconcetti che impediscono una reale percezione della realtà. Uno squarcio sulla Roma di oggi che mostra i figli dei migranti nelle varie sfaccettature, condito con ironia ed enfatizzando la dimensione del linguaggio come veicolo per abbattere pregiudizi e stereotipi.

Sinossi. Un giovane di origine somala e vissuto romano si prepara ad incontrare i genitori della sua ragazza, russa di origine, ma italiana a tutti gli effetti, anzi proprio di Albano. Il racconto si focalizza sulle ore precedenti l’incontro, ore in cui vediamo la vita del nostro giovane protagonista, Mohamed, 25 anni, scorrere normalmente. Conosciamo meglio le vie di Termini, che ci appaiono come le vie di un film di Spike Lee, popolate solo ed esclusivamente da neri; entriamo in contatto con gli amici di Mohamed: tutti ragazzi di seconda generazione che passano il tempo cazzeggiando su una panchina di Piazza dei Cinquecento. Gli amici, per gioco, iniziano a sfotterlo sul suo abbigliamento, anche questo tipico dei neri che imperversano i film di Spike. Lo fanno bonariamente, ma Mohamed inizia a temere la possibile reazione dei suoceri, a cui la sua fidanzata non ha comunicato il colore della sua pelle. Per questo, si lascia convincere che è meglio dare una sfoltita al suo taglio di capelli decisamente afro. All’interno del Black Hair, un parrucchiere/barbiere africano, in una girandola di battute, esplode il conflitto generazionale sul tema dell’identità. Conflitto che Mohamed mette improvvisamente a tacere tirando fuori tutto il suo innato ottimismo: «Siamo nel 2018 il colore della pelle non conta più niente!», urla indignato, decidendo di non tagliare i suoi capelli e di presentarsi ai suoceri per quello che realmente è. Con questa convinzione, in realtà sempre più debole, Mohamed sale sul treno che lo conduce ad Albano, dove lo attende la sua ragazza.Il corto si avvale dell’amichevole partecipazione di Jonis Bascir (Un Medico In Famiglia), Alla Krasovitzkaya (Come un gatto in tangenziale) e Cecile Kyenge, ex ministra per l’integrazione. Presenti anche Yoon C. Joyce (Gangs of New York), e, tra gli altri, i giovani attori Lavinia Cipriani, Settimo Palazzo e Yonas Roncarati.

Con il 2019 “Indovina chi viene a cena?” ricomincia nelle case di tanti cittadini a Verona con la sua sesta edizione scaligera, una volta al mese da gennaio a maggio. 54 cene organizzate, 206 ospiti accolti, 30 famiglie coinvolte e 28 nazionalità rappresentate. Sono questi i numeri del progetto di relazione per mezzo del cibo, che sta diventando anche a Verona un piccola ma grande modo per conoscere da vicino la cultura e le tradizioni del paese d’origine di tante famiglie ospitanti di origine straniera che vivono nel territorio già da tanti anni. Si tratta di un dispositivo di attivazione di comunità che sovverte l’idea classica di ospitalità, aprendo le porte delle case dei nuovi cittadini, abbattendo i muri e le barriere culturali tramite il rito più antico del mondo: mangiare insieme.

L’evento nato a Torino nel 2011 dalla Rete Italiana di Cultura Popolare, ha preso piede in diverse città, compresa Verona dal 2013, dove è supportata da Net Generation – associazione culturale veronetta129, Mag e CookPad. L’iniziativa parte dal percorso sul concetto di “altro”, sull’idea di incontro e di socializzazione declinabile in differenti modalità, che ha intrapreso la Rete in questi anni. Tutto ciò ha  consolidato rapporti di collaborazione e di condivisione con alcune famiglie e persone facenti parte diverse comunità migranti.

Ma chi sono le famiglie incontrate a cena finora a Verona? 8 su 30 sono le famiglie miste (con un coniuge italiano oppure entrambi i coniugi stranieri ma di differenti Paesi), 28 nazionalità rappresentate, ossia persone provenienti da Sri Lanka, Giappone, Bangladesh, Eritrea, Ghana, Costa D’Avorio, Marocco, Angola, Repubblica Democratica del Congo, Nigeria, Tunisia, Algeria, Palestina, Libano, Iran, Giordania, Russia, Moldavia, Romania, Bulgaria, Lituania, Croazia, Spagna, Irlanda, Inghilterra, Honduras e Brasile (oltre ovviamente all’Italia). Gli ospiti non sono solo veronesi, ma anche cittadini di origine straniera.

Il calendario 2019: sabato 26 gennaio, 23 febbraio, 30 marzo, 27 aprile e 25 maggio. Per partecipare Basta prenotare i posti per le cene, contattando i riferimenti organizzativi locali. Quelli della città scaligera sono info@veronetta129.it o scrivere al numero 334.5291538 entro dieci giorni dalla data scelta per dare la possibilità agli organizzatori di intrecciare le varie richieste, anche per chi soffre di intolleranze o allergie alimentari. Per info consultare la pagina Facebook dedicata https://www.facebook.com/IndovinaChiVieneACenaVerona/

sabato 26 gennaio | sabato 23 febbraio | sabato 30 marzo | sabato 27 aprile | sabato 25 maggio

Misantropia e misoginia dei media nei casi giudiziari di violenza sulle donne

Il Biondino della Spider Rossa. Misantropia e misoginia dei media nei casi giudiziari di violenza sulle donne è il tema della conferenza, organizzata da Fidapa Verona Est e dall’associazione culturale ProsMedia, per mercoledì 28 novembre 2018, alle 17, nella Sala Galtarossa al Museo degli Affreschi (Tomba di Giulietta), in via Luigi da Porto 5, a Verona.

La conferenza prevede gli interventi di Maurizio Corte, giornalista e docente di Giornalismo Interculturale e Multimedialità all’Università di Verona, e di Laura Baccaro, psicologa giuridica, criminologa e docente in varie Università italiane.

Tiziana Sartori, direttore dell’Osservatorio Monografie d’Impresa, dialogherà con gli autori del libro Il Biondino della Spider Rossa. Crimine, giustizia e media, che ricostruisce a quasi mezzo secolo di distanza il caso di Milena Sutter.

La conferenza rientra nel programma – promosso dal Comune di Verona – per la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza sulle Donne.

Non vi è dubbio che molto ancora vi sia da dire sul caso di Milena Sutter e di Lorenzo Bozano. Un caso giudiziario che sconvolse l’Italia e mezza Europa nel 1971.

Genova, giovedì 6 maggio 1971, ore 17. Milena Sutter, una ragazza di 13 anni, scompare all’uscita della Scuola Svizzera, dove frequenta la terza media. È figlia di un ricco industriale. Il corpo della ragazza, senza vita, viene trovato in mare due settimane dopo la scomparsa. L’ipotesi investigativa è soltanto una: il sequestro per motivi di denaro.

Ad essere accusato del rapimento e dell’omicidio della studentessa è un giovane di 25 anni, Lorenzo Bozano, un perdigiorno di famiglia alto-borghese. È soprannominato il “biondino della spider rossa”. Non è biondo, né magrolino.

Assolto in primo grado nel 1973, Bozano viene condannato all’ergastolo nel 1975. Scappa in Francia e in Africa, ma nel 1979 viene arrestato e portato, in una contestata operazione di polizia, in Italia. Dopo oltre 40 anni di carcere Lorenzo Bozano continua a professarsi innocente: “Milena? Non l’ho mai conosciuta”.

Il libro di Laura Baccaro e Maurizio Corte è il frutto di una ricerca durata otto anni, condotta con la collaborazione del gruppo ProsMedia del Centro Studi Interculturali dell’Università degli Studi di Verona. Al libro si accompagna il sito web www.ilbiondino.org con altre analisi dei giornali e della vicenda.

Il libro affronta gli aspetti fondamentali del caso:

  • i nodi non risolti sulla vicenda di Milena Sutter
  • gli indizi contro l’imputato Lorenzo Bozano e il suo alibi che non c’è
  • la discutibile perizia medico-legale
  • la personalità controversa del giovane della spider rossa
  • il ruolo dei media nel rappresentare la giovane vittima e il giovane condannato
  • la seconda vittima della vicenda (l’amica di Milena, Isabelle)

Con un’analisi rigorosa, gli autori studiano gli elementi contraddittori di un evento che ha segnato la Storia civile d’Italia.

È una vicenda, quella di Milena Sutter e Lorenzo Bozano, che anticipa di trent’anni la mediatizzazione televisiva dei grandi casi giudiziari.

Perché il caso di Milena Sutter rientra di diritto nel tema della violenza sulle donne? “La risposta sta nella vicenda in sé e nella rappresentazione data dai giornali e dalla televisione”, spiega Maurizio Corte, autore del libro ‘Il Biondino della Spider Rossa’. “Milena Sutter è stata vittima di violenza per la morte che l’ha colpita. Ma è stata vittima di violenza anche per il non aver fatto luce a sufficienza – sia o meno Lorenzo Bozano colpevole – su quanto accadde quel 6 maggio del 1971. È insomma una storia tutta ancora da scrivere. Laura Baccaro e io, con il libro, abbiamo voluto mettere dei punti fermi oltre le narrazioni dei media che poca aderenza hanno con la verità sostanziale dei fatti”.

Israele, mito e realtà a la Sobilla e Rockabul a Mediorizzonti

ROCKABUL

di Elena Guerra

Giovedì 25 ottobre alle 20.30 si tiene la presentazione del libro Israele, mito e realtà. Il movimento sionista e la Nakba palestinese settant’anni dopo a cura di La Sobilla. Presentazione del libro (ed. Alegre, 2018) con gli autori Michele Giorgio e Chiara Cruciati, entrambi giornalisti per il Manifesto, a La Sobilla, in salita Santo Sepolcro 6/b. Ingresso libero con tessera consigliata.

E si prosegue con l’ultimo appuntamento del 2018 di MediOrizzonti, la rassegna di cinema mediorientale a Verona, realizzata grazie all’associazione culturale veronetta129, il gruppo informale Net Generation e La Sobilla, con il supporto del Cinema Nuovo San Michele. Il documentario Rockabul del regista Travis Beard (Afghanistan, Australia, Bosnia Erzegovina | GB, 2018, 77’) sarà presentato lunedì 29 ottobre alle 20.30 al Cinema Nuovo San Michele via V. Monti 7c. Il giornalista Ernesto Kieffer intervista il regista e attore Travis Beard in collegamento skype. Ingresso con biglietto unico 5€.

Sei disposto a mettere la tua vita a rischio per la musica? I District Unknown, una band metal nata in un Afghanistan stremato dalla guerra, sono disposti a farlo. Girato per la maggior parte da Beard con una camera a spalla,  il documentario,  rock’n’roll nel suo spirito e nel suo approccio, sfida il conservatorismo con la cultura, cerca di ritrovare la speranza in un paese devastato. Nel periodo tra il 2007 e il 2012, la capitale Kabul aveva una vasta comunità di espatriati con una propria scena culturale underground, così separata dalla società afgana tradizionale da farsi chiamare Kabubble. Il musicista e giornalista australiano Travis Beard faceva parte di questa scena, che nel suo momento d’oro è riuscita a unire la comunità degli espatriati attorno a band locali che volevano fare musica rock’n’roll, che nel Paese islamico era bandita. Ed è così che ha scoperto la prima – e finora l’ultima – band heavy metal afgana, i District Unknown.

Djset mediorientale e Mr Gay Syria a Mediorizzonti

La regista di Mr Gay Syria, Ayse Toprak

di Elena Guerra

La Festa di Mediorizzonti si tiene al Colorificio Kroen domenica 21 ottobre alle 19.00 con Dj Babari & Domestic Dome, un djset mediorientale (World Groove), con proiezioni e aperitivo libanese a cura di Tabulè, in via Antonio Pacinotti 19 (ZAI). Stefania Berlasso intervista i musicisti prima del djset. Ingresso con pretesseramento AICS obbligatorio a www.colorificiokroen.it/tesseramento. MediOrizzonti, la rassegna di cinema mediorientale a Verona, è realizzata grazie all’associazione culturale veronetta129, il gruppo informale Net Generation e La Sobilla, con il supporto del Cinema Nuovo San Michele.

Il documentario Mr Gay Syria della regista Ayse Toprak (Germania | Malta | Turchia, 2017, 85’) sarà presentato lunedì 22 ottobre alle 20.30 al Cinema Nuovo San Michele via V. Monti 7c. Il dibattito dopo il documentario sarà condotto dalla giornalista Elena Guerra che intervisterà la regista turca in collegamento skype, dialogando con Lorenzo Bernini dell’Università degli Studi di Verona insieme ai rappresentanti delle associazione Pink Refugees del Circolo Pink e ARCI/Arcigay Pianeta Milk Verona.

Mr Gay Syria racconta le peripezie di alcuni rifugiati che cercano d’inviare un rappresentante siriano alla competizione Mr Gay World. Mahmoud Hassino, il primo LGBT blogger in Siria, ha organizzato un concorso segreto per eleggere, tra i profughi in Turchia, il Mr Gay Syria, per fargli acquisire il diritto di partecipare alla competizione mondiale, andando contro l’omofobia dei terroristi. La regista Ayse Toprak, giornalista e regista turca che vive a Istanbul, ha incontrato Mahmoud nel 2011, mentre lavorava come reporter per Al Jazeera e stava raccogliendo informazioni sulla crisi dei profughi siriani al confine turco. I concorrenti sono stati solo cinque e i loro volti sono coperti, per non metterli ulteriormente in pericolo. Il vincitore è stato Husein, un profugo siriano di 23 anni, gay, originario di Aleppo, che ora vive a Istanbul. Il suo sogno era quello di mostrare finalmente il suo vero volto al mondo, togliersi la maschera. Al Daily Mail, subito dopo avere vinto il contest, ha  spiegato: «Voglio dimostrare che i gay siriani non sono solo corpi gettati dai palazzi a causa dell’ISIS. Abbiamo sogni, idee e vogliamo vivere la nostra vita. Certo, eravamo nervosi a competere per il concorso ma anche entusiasti. Tutti noi volevamo essere eletti per far qualcosa di utile». Negli ultimi tre anni, Mahmoud e Ayse hanno seguito i loro personaggi in Turchia, Malta, Germania e Norvegia. Uno spaccato intimo e inedito dell’identità omosessuale siriana “in esilio”. Ingresso con biglietto unico 5€. La proiezione è in lingua originale con sottotitoli in italiano. Per informazioni scrivere a info@veronetta129.it o consultare la pagina FB di Mediorizzonti.

La regista. Ha conseguito un BFA in film e TV alla “Tisch School of the Arts” ( NY University) e un master la New School University. Dopo quasi 15 anni di vita, studio e lavoro a New York, Londra e Doha (Qatar), nel 2011 è tornata in Turchia dove lavora con Al Jazeera a documentari sociali e politici.

Lorenzo Bernini è professore associato di Filosofia politica presso l’Università di Verona. Con la professoressa Adriana Cavarero, ha fondato il Centro di ricerca PoliTeSse (Politiche e Teorie della Sessualità, www.politesse.it) di cui adesso è direttore. I suoi interessi spaziano dalla filosofia politica classica della modernità (in particolare Thomas Hobbes) e dal pensiero francese del Ventesimo secolo (in particolare Michel Foucault), alle teorie contemporanee della democrazia radicale, alle teorie critiche sulla ‘razza’ , alle teorie queer.

Pink Refugees nasce nel febbraio 2017 all’interno del Circolo Pink di Verona, associazione gay, lesbica, bisessuale, trans ed etero di Verona. La costituzione del gruppo si è resa necessaria per soddisfare le tante richieste che arrivavano alla nostra associazione per l’assistenza e l’accoglienza di migranti gay presenti sul territorio veronese e non solo. Scopo del gruppo, è dar vita a uno spazio di confronto sui temi legati all’essere gay, lesbica e trans in paesi dove spesso l’omosessualità è un reato punito con carcere e in alcuni casi la pena di morte. Lo sportello migranti GLBT Verona di ARCI/Arcigay Pianeta Milk Verona vuole offrire un servizio gratuito per aiutare tutte le persone migranti in difficoltà o che non sono in grado di avviare le pratiche per la richiesta di asilo, e riprende un’analoga esperienza già attiva a Milano e resa possibile anche grazie ai risultati del progetto nazionale di Arcigay “IO – Immigrazione e Omosessualità”.

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Wajib apre MediOrizzonti

di Elena Guerra

La quarta edizione della rassegna di cinema mediorientale si inaugura lunedì 8 ottobre alle 20.30 al Cinema Nuovo San Michele, via V. Monti 7c, che è sostenitore dell’iniziativa, realizzata grazie all’associazione culturale veronetta129, il gruppo informale Net Generation e La Sobilla. Wajib – Invito al matrimonio è un road movie emozionante che sarà raccontato dal protagonista Saleh Bakri in collegamento via skype, intervistato dal giornalista Paolo Sacchi. Ingresso con biglietto unico 5€. La proiezione è in lingua originale con sottotitoli in italiano. Per informazioni scrivere a info@veronetta129.it o consultare la pagina FB di Mediorizzonti.

La trama: Abu Shadi prepara il matrimonio della figlia. Suo figlio, architetto a Roma, rientra per aiutarlo come vuole la tradizione del “wajib”, ossia il “dovere” di portare a mano a tutti gli invitati le partecipazioni di matrimonio. Tra una visita e l’altra, tra le tortuose salite e discese di Nazareth, emergono rancori e ricordi che tracciano la geografia di una città divisa. Abu Shadi (Mohammad Bakri) e Shadi (Saleh Bakri), padre e figlio anche nella vita e per la prima volta insieme al cinema, ci guidano, a bordo della loro vecchia Volvo, in un road movie urbano tra lo spazio di una città ferita e il tempo di una famiglia distrutta. Guarda l’evento su Facebook.

La regista guarda alla sua Palestina attraverso la relazione famigliare in cui si riflette l’intera comunità: due diverse generazioni rispecchiano modi opposti di essere palestinese. La capacità di Annemarie Jacir è di farci addentrare in una situazione di “conflitto” generazionale, che passa dalla visione opposta sulla convivenza tra palestinesi ed ebrei, toccando però ogni aspetto della vita sociale (convivere fuori dal matrimonio, omosessualità, usanze e doveri, etc) senza far sentire, eccessivamente, il peso della realtà storica in cui viene raccontata la vicenda. Il film si ispira a un episodio autobiografico della regista, che incuriosita da questa tipica usanza nazarena, seguì il marito durante i cinque giorni di consegna delle partecipazioni. Tra i numeri premi ha ricevuto il Middle East Now Award 2018 del Festival fiorentino Middle East Now.

Annemarie Jacir è una regista, sceneggiatrice e produttrice cinematografica palestinese, laureata in Politica e Letteratura ai Claremont Colleges, in California, con un master in cinema alla Columbia University, New York. Con il suo film d’esordio, Il sale di questo mare è diventata la prima regista donna palestinese ad aver diretto un lungometraggio, lavoro però che l’ha costretta nel 2007 a lasciare la Palestina poichè le autorità israeliane le impedirono di stabilirsi definitivamente nel suo Paese natale. Il divieto le fu infine revocato e oggi la regista risiede nella città di Haifa, Israele.

MediOrizzonti, supportata dal Cinema Nuovo di San Michele Extra a Verona, è l’iniziativa dell’associazione culturale veronetta129, Net Generation e La Sobilla. La rassegna di cinema mediorientale propone uno sguardo libero da stereotipi e pregiudizi troppo spesso veicolati nel racconto mediatico di questa zona del mondo, e lo fa attraverso film, documentari, incontri poetici, arte, musica e presentazioni di libri. L’appuntamento vede la collaborazione del Middle East Now di Firenze, l’Associazione culturale Italo-Spagnola ACIS, Colorificio Kroen, Pink Refugeese del Circolo Pink, ARCI/Arcigay Pianeta Milk Verona, Tabulè e Prosmedia. L’immagine del manifesto di quest’anno è di Tamara Abdul Hadi, dal titolo Natalie at home in Beirut. Tamara Abdul Hadi è una fotografa indipendente, nata negli Emirati Arabi Uniti da genitori iracheni, cresciuta a Montreal, in Canada e attualmente residente a Beirut, Libano.

La settimana di Mediorizzonti prosegue martedì 9 ottobre alle 19.30: Medina Azahara. La città splendente a cura di Acis. Una serata sulla città dell’Andalusia, oggi Patrimonio dell’Umanità, a l’Osteria Ai Preti, Interrato Acqua Morta 27. Ingresso libero. Guarda l’evento su Facebook.

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Ferrara | Festival di Internazionale 2018

di Cristina Martini

3 giorni di incontri, workshop e laboratori per bambini, 216 ospiti da 44 Paesi dei 5 continenti, più di 75.000 presenze attese: questi sono i numeri in crescita del Festival di Internazionale 2018, l’appuntamento annuale che dal 5 al 7 ottobre porterà a Ferrara i giornalisti di tutto il mondo.

Giunto ormai alla dodicesima edizione, il Festival propone al pubblico dibattiti, workshop, mostre, proiezioni di film e documentari alla presenza di giornalisti, studiosi, scrittori, fotografi e artisti. Ferrara sarà spazio e luogo di contaminazione culturale su molteplici tematiche quali attualità, economia, letteratura, fumetti e fotografia.

Il simbolo del Festival 2018 racchiude in sé il messaggio e il filo conduttore degli incontri: il tempo è scaduto. Suona quindi una sveglia: l’ascesa dei nuovi populismi, il ritorno di misure protezionistiche e il dilagare di posizioni xenofobe hanno generato in Europa e nel mondo un forte bisogno di risposte. Dalle guerre in corso alle catastrofi ambientali, dal razzismo alle disuguaglianze economiche e sociali, è tempo di reagire.

“In un’epoca di muri e di percorsi di isolamento – afferma il vice sindaco di Ferrara Massimo Maisto – Internazionale a Ferrara è una manifestazione di straordinaria importanza, perché apre lo sguardo e la conoscenza verso tragitti, storie, esperienze diverse, consente confronti, stimola curiosità, favorisce la contaminazione del pensiero e delle opinioni. È un festival che “accoglie”, che approfondisce, che squaderna sul suggestivo palcoscenico del centro storico di Ferrara problemi, scenari e prospettive del mondo futuro – globale e locale – che ci attende”.

Le attività saranno per la maggior parte gratuite e raggiungibili in modo sostenibile (a piedi o in bicicletta). Internazionale e la città di Ferrara hanno ancora una volta profuso il loro impegno per rendere questo grande appuntamento accessibile a tutti, senza barriere architettoniche.

Puoi consultare il programma qui: https://www.internazionale.it/festival/programma.