Specializzarsi in competenze interculturali

di Elena Guerra

Sono aperte fino al 5 agosto le iscrizioni ai moduli specialistici del Master in “Intercultural Competence and Managament” – corso di alta formazione universitaria in Mediazione interculturale, Comunicazione e Gestione interculturale dei conflitti. Gli ambiti sono sei: Scuola, Educazione e Formazione; Imprese e Relazioni internazionali; Giornalismo interculturale, Media relations e Comunicazione digitale; Servizi sociali e sanitari; Mediazione in ambito giuridico e Didattica dell’Italiano come lingua seconda (Italiano L2).

I moduli possono essere frequentati, previa iscrizione, anche da chi non è iscritto al master. La quota di iscrizione varia a seconda della specializzazione scelta, di seguito il link al modulo di iscrizione.

Le lezioni nelle sei macro-aree di specializzazione sono in calendario, nell’edizione del 2018, in autunno. Sono in parte online e in parte in presenza a Verona, con seminari tenuti durante un weekend:

  • Imprese e relazioni internazionali” dal 19 al 21 ottobre dalle 9.30 alle 13 e dalle 14.30 alle 19 . Il programma del corso prevede due insegnamenti tenuti dai docenti Luciano Garagna e Lucilla Rizzini: Economia aziendale, internazionalizzazione e nuovi mercati; Comunicazione e mediazione interculturale nelle imprese e nelle relazioni internazionali;
  • Didattica dell’italiano come L2” dal 19 al 21 ottobre dalle 9.30 alle 13 e dalle 14.30 alle 19 . Il programma del corso prevede quattro insegnamenti tenuti dalla docente Paola Celentin: Didattica delle lingue moderne: modello di competenza comunicativa per una lingua seconda e abilità linguistiche; Modelli operativi e tecniche glottodidattiche per l’insegnamento dell’Italiano come L2; Educazione interculturale e insegnamento dell’Italiano come L2; Italiano L2 per lo studio e il successo scolastico;
  • Scuola, educazione e formazione” dal 26 al 28 ottobre dalle 9.30 alle 13 e dalle 14.30 alle 19. Il programma del corso prevede tre insegnamenti tenuti dal direttore del master, prof. Agostino Portera e dalla docente Stefania Lamberti: Comunicazione e mediazione interculturale nella scuola, nell’educazione e nella formazione; Didattica interculturale; Cooperative Learning;
  • Giornalismo interculturale, media relations e comunicazione digitale” dal 9 all’11 novembre dalle 9.30 alle 13 e dalle 14.30 alle 19. Il programma del corso prevede tre insegnamenti tenuti dai docenti Maurizio Corte e Giulia Bezzi: Giornalismo e media relations; Giornalismo interculturale; Comunicazione digitale: webmarketing e social media;
  • Servizi sociali e sanitari“, dal 16 al 18 novembre dalle 9.30 alle 13 e dalle 14.30 alle 19. Il programma del corso prevede tre insegnamenti tenuti dai docenti Laura Baccaro, Valeria Vaccari e Thierry Bonfanti: Mediazione interculturale in ambito sociale; Gestione dei conflitti in ambito sociale; Medicina del lavoro: medicina e diversità culturale;
  • Mediazione in ambito giuridico“, dal 23 al 25 novembre dalle 9.30 alle 13 e dalle 14.30 alle 19. Il programma del corso prevede tre insegnamenti tenuti dai docenti Thierry Bonfanti e Laura Baccaro: Mediazione in ambito civile e penale; Mediazione e diritti umani; Mediazione interculturale in ambito giuridico.

Le iscrizioni al modulo sono aperte fino a domenica 5 agosto. Per informazioni potete rivolgervi alla mail centro.interculturale@ateneo.univr.it.

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Volti da ascoltare

di Elena Guerra

Attraverso una metodologia di interazione colloquiale e artistico manuale tra ragazze e ragazzi, provenienti dall’Italia e da diversi Paesi d’Africa e d’America Latina, il laboratorio pomeridiano “Volti da ascoltare. Quando arte e racconti si incontrano” si prefigge di sensibilizzare al volto dell’Altro, e a una possibile alterità in chiave di prossimità.

Grazie alla conduzione dello scultore Marco Danielon, venti giovani si incontreranno a Verona, nel giardino della Casa Madre delle Suore Missionarie Comboniane, in via Santa Maria in Organo, 1, da martedì 26 a venerdì 29 giugno, dalle 15:00 alle 18:00. Per partecipare al laboratorio è necessario scrivere a marco.danielon@gmail.com. Il giardino sarà comunque aperto alla cittadinanza qualora qualcuno voglia assistere ai lavori. Un momento di condivisione e restituzione è aperto a tutti è fissato per venerdì 29 giugno dalle 19, con l’esposizione e un aperitivo festoso.

L’orizzonte è quello di facilitare un percorso di accoglienza reciproca alla riscoperta dei volti durante un laboratorio gratuito di modellazione dell’argilla, ad altezza dei visi, dove in due ci si premura di restituire all’altrola forma del suo volto. Un “faccia a faccia” dove ognunocreando il volto dell’altro possa percepire nella relazione un “al di là” nella consapevolezza che l’altro lo riguardi.

Per informazioni contattare Marco Danielonal numero 349.1693200. L’iniziativa è supportata dal Centro Studi Interculturali dell’Università degli Studi di Verona, dall’associazione Villa Buri onlus, dall’associazione culturale veronetta129 e da Combonifem.

Primavera con le anteprime di MediOrizzonti a Verona

di Elena Guerra

Durante i lunedì di ottobre del 2018, dall’8 al 29, si svolge la quarta edizione della rassegna di cinema mediorientale “MediOrizzonti” al Cinema Teatro Nuovo di San Michele Extra, Verona. L’obiettivo è aprire sguardi differenti su Paesi troppo spesso stereotipati nella rappresentazione mediatica. Le due anteprime a ingresso gratuito sono organizzate a La Sobilla giovedì 26 aprile alle 19.30 con un documentario sull’invasione fascista dell’Etiopia, e mercoledì 9 maggio alle 17.30 proiezione di un documentario sul sistema scolastico palestinese e israeliano, grazie al Dipartimento di Scienze Umane e al Centro Studi Interculturali, nell’aula T5 dell’Università degli Studi di Verona. Saranno presenti i registi in collegamento skype.

Una selezione di film, documentari e cortometraggi che vanno oltre l’immaginario collettivo su Paesi troppo spesso stereotipati dai media. Questa è l’idea di fondo della rassegna di cinema MediOrizzonti, per un cambio di prospettiva, per confrontarsi e dare visioni nuove e non scontate su alcuni dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. L’appuntamento con i film è a ottobre 2018, per il quarto anno consecutivo, al Cinema Nuovo di San Michele Extra a Verona, via V. Monti 7c, a San Michele Extra, che ha supportato l’iniziativa dell’associazione culturale veronetta129, Net Generation e La Sobilla. La rassegna vede la collaborazione del Middle East Now di Firenze, l’Associazione culturale Italo-Spagnola ACIS, Colorificio Kroen e Tabulè. Ma altre collaborazioni si stanno definendo in questi mesi.

Le anteprime. La Sobilla ospita giovedì 26 aprile dalle 19.30 l’anteprima di MediOrizzonti in salita San Sepolcro 6/b (porta Vescovo) con il documentario If Only I Were That Warrior (2015, 72’) sull’invasione fascista dell’Etiopia, l’agognato “Posto al sole” che Mussolini volle assicurare al popolo italiano con il ricorso sistematico a crimini di guerra. L’ingresso è libero con tessera consigliata, sarà presente in collegamento skype il regista Valerio Ciriaci. Un appuntamento non strettamente legato al Medioriente ma che riteniamo necessario in un clima sempre più di “dimenticanze” storiche e di tensione “neo-fasciste”, in particolare in concomitanza con la Festa della Liberazione. Mentre mercoledì 9 maggio alle 17.30 grazie alla collaborazione con il Dipartimento di Scienze Umane e il CSI, Centro Studi Interculturali, si tiene la proiezione del documentario This is my land (2014, 90’), della regista Tamara Erde, già presentato nella prima edizione di Mediorizzonti a Verona nel 2015, nell’aula T5 del Palazzo di Lettere in via San Francesco, 22. Intervengono Agostino Portera, direttore del CSI, Rosanna Cima, ricercatrice del Dipartimento di Scienze umane dell’ateneo scaligero, Ibrahim Kachab dell’associazione culturale veronetta129, e la regista Tamara Erde in collegamento via skype intervistata dal giornalista Ernesto Kieffer. In che modo i sistemi scolastici israeliani e palestinesi insegnano la storia delle loro nazioni in classe?Attraverso conversazioni e continue sfide con gli studenti, gli spettatori s’immergono nell’effetto profondo che il conflitto israelo-palestinese produce nelle nuove generazioni. Le anteprime sono a ingresso libero.

If Only I Were That Warrior. Si tratta di un film sulla Storia: qual è il rapporto vero tra i racconti di ponti e strade costruite, e la scoperta di gente imprigionata e bruciata all’interno delle chiese? Il film indaga nel presente, recupera le memorie delle diverse comunità, evidenzia punti di contrasto ma anche di contatto. Raccogliendo testimonianze in Italia, Etiopia e Stati Uniti, il regista ha documentato come l’eredità storica della nostra esperienza coloniale, tanto controversa e drammatica, rappresenti, nonostante tutto, una possibilità di rigenerazione, un concreto ponte di collegamento tra due nazioni e i loro popoli. 12 agosto 2012: il comune di Affile (RM) inaugura un monumento dedicato al gerarca fascista Rodolfo Graziani, generale durante la Guerra d’Etiopia del 1935 e primo viceré della nuova colonia. La notizia raggiunge la stampa internazionale e suscita un indignato scalpore. A Graziani viene imputato l’uso delle armi chimiche e il ricorso a violente rappresaglie contro la popolazione civile. Crimini di guerra per cui non fu mai processato, e che appartengono indelebilmente alle più oscure e controverse pagine del colonialismo italiano. Le comunità etiopi in tutto il mondo si mobilitano e organizzano proteste che dagli Stati Uniti arrivano fino ad Affile. A 75 anni dalla caduta dell’impero coloniale italiano, nuove generazioni di etiopi e di italiani si confrontano su un passato tormentato e ancora irrisolto.

Il regista. Valerio Ciriaci è un documentarista italiano con base a New York. Nato a Roma, nel 2011 si laurea in Scienze della Comunicazione all’Università La Sapienza con una tesi su Jean Rouch e l’etno-fiction. Quello stesso anno si trasferisce a New York per frequentare il corso di cinema documentario della New York Film Academy. Nel 2012 fonda la Awen Films con la quale lavora come regista e produttore per diverse produzioni non-fiction. I suoi primi corti documentari, Melodico e Treasure – The Story of Marcus Hook, sono stati selezionati in vari film festival internazionali, tra cui Big Sky Documentary Film Festival, Hot Springs Documentary Film Festival e Bari International Film Festival. Nel 2015 realizza il suo primo lungometraggio, If Only I Were That Warrior, vincitore del premio “Imperdibili” al 56˚ Festival dei Popoli e del Globo d’Oro 2016 per il miglior documentario italiano.

This is my land. Le attività di diversi insegnanti israeliani e palestinesi vengono raccontate lungo un arco di oltre un anno accademico, osservando i loro scambi e confronti con gli studenti e i dibattiti sulle scelte e sulle restrizioni ministeriali. Ne emerge uno sguardo profondo sugli effetti che il conflitto israelo-palestinese avrà sulla prossima generazione di individui.

La regista. Tamara Erde vive e lavora a Parigi ed è nata a Tel-Aviv nel 1982. Si è diplomata all’Accademia Bezalel di Gerusalemme e in seguito ha frequentato la scuola di cinema Le Fresnoy, in Francia. Il suo lavoro spazia dalla fiction ai documentari, passando per spettacoli e installazioni video. Il suo lavoro è stato presentato sia in molti festival cinematografici (Clermont Ferrand, Angelica Spring festival NY, Jerusalem int. Film festival e on) che all’interno di spazi teatrali e gallerie d’arte. Affronta nei suoi lavori questioni politiche e sociali incentrate sul conflitto israelo-palestinese. Le sue opere mescolano le sue riflessioni personali e immaginarie, con un approccio documentaristico accompagnato da profonde ricerche sui temi che le stanno più a cuore.

Gli organizzatori. L’associazione culturale veronetta129 e il gruppo informale Net Generation promuovono nel territorio veronese l’incontro tra culture diverse e tra i cittadini per la promozione e diffusione del messaggio antirazzista in modi sempre nuovi ed originali: la prima sostiene e prende parte attiva, spesso in rete con alte associazioni ed enti, ad attività antirazziste e antifasciste sul territorio progettate su e per il territorio veronese, il secondo nasce dalla necessità di dare spazio a ragazzi e ragazze che vogliono far sentire la propria voce, creare insieme iniziative ed eventi, dimostrare che il cambiamento è possibile. La Sobilla è uno spazio autogestito, un laboratorio di idee e di pratiche libero da sponsor istituzionali e commerciali che propone presentazioni di libri, seminari, proiezioni, esposizioni e altro ancora. Al suo interno si trovano la Biblioteca Giovanni Domaschi, Rivolta il debito / Communianetwork e anche singole persone che hanno deciso di condividere un progetto gestito in modo orizzontale e assembleare.

L’iniziativa è organizzata in collaborazione con il festival Middle East Now di Firenze che si occupa di cinema, arte e cultura contemporanea, focalizzati su temi forti del mondo contemporaneo, come strumento potente di conoscenza della realtà e di integrazione culturale. Con l’associazione italo-spagnola ACIS che ha lo scopo di promuovere la diffusione della cultura e della lingua spagnola a Verona, con il Colorificio Kroen, circolo culturale affiliato AICS, situato all’interno di un ex-colorificio nella zona della ZAI storica di Verona. Focalizzato in particolar modo sulla proposta musicale, nasce per creare un punto di incontro, discussione ed aggregazione attorno al mondo della musica. E ancora con Tabulè, ristorante a Verona di cucina mediorientale.

Contatti. Per informazioni scrivete a info@veronetta129.it, consultate le pagine FB Veronetta Centoventinove e/o Mediorizzonti, e guardate i video sul canale Youtube Veronetta Centoventinove. Le anteprime sono a ingresso libero. Le proiezioni sono in lingua originale con sottotitoli in italiano, accompagnate da una breve presentazione.

Seminario in Mediazione interculturale e gestione dei conflitti nella società complessa

loc_masterIn occasione della consegna dei diplomi del master in Intercultural competence and management il CSI, Centro Studi Interculturali, del dipartimento di Scienze Umane dell’Università degli Studi di Verona, in collaborazione con l’associazione Poiesis, organizza sabato 3 marzo dalle 10 alle 13, in aula T.1 del Polo Zanotto il seminario di studi dal titolo “Mediazione interculturale e gestione dei conflitti nella società complessa“.

Interverranno Agostino Portera, direttore del CSI e del master nonché  ordinario di Pedagogia generale e interculturale, Mario Longo, docente di Storia della Filosofia all’Università di Verona, John C. Carey, professore emerito e direttore del Ronald H. Fredrickson Center for School Counseling Outcome Research and Evaluation (CSCORE) nel College of Education dell’University of Massachusetts, Amherst (USA), e Gregorio Monasta, medico e Research director dell’Unicef Mogadisho, Somalia e Addisababa, Ethiopia.

 

Mediazione interculturale, il Master in e-learning dell’Università di Verona

consegna-diplomi-gruppo-2013di Maurizio Corte

Mediazione interculturale, gestione dei conflitti, comunicazione interculturale, immigrazione, globalizzazione, internazionalizzazione delle imprese, mediazione in ambito sociale, sanitario e giuridici. Sono questi alcuni dei grandi temi affrontati dal Master di primo livello in “Intercultural Competence and Management”, diretto dal professor Agostino Portera,  e organizzato dal Centro Studi Interculturali dell’Università degli Studi di Verona.

Il Master è con formazione a distanza (e-learning) e seminari/lezioni in presenza. E’ organizzato in modo da favorire la partecipazione anche di chi già lavora. Il Master prepara professionisti in grado di cogliere i rischi e le opportunità in un contesto pluralistico e multiculturale. Insegna a saper individuare, mediare e gestire conflitti e potenzialità di crescita e di arricchimento.

Il Master in “Intercultural Competence and Management” (Comunicazione, Gestione dei conflitti e Mediazione interculturale in ambito aziendale, educativo, sociosanitario, giuridico, dei mass media e per l’italiano L2) è la risposta ai problemi e alle opportunità poste da una società complessa.

Alla luce della Pedagogia interculturale e con l’acquisizione di competenze nel settore della mediazione interculturale, del coaching e della gestione efficace dei conflitti, il Master consente di migliorare le capacità di comprensione, di relazione e di problem solving nei settori educativo, scolastico, sociale, giuridico e aziendale, e dei mass media (giornalismo, media relations, social media e webmarketing). E’ poi prevista una specializzazione nell’insegnamento dell’italiano come L2, in una prospettiva interculturale.

Per meglio preparare alla gestione dei conflitti, alla mediazione interculturale e alla professionalità nell’ambito dell’immigrazione (ambiti sociale, sanitario, giuridico) e della internazionalizzazione delle imprese, il Master in “Intercultural Competence and Management” si articola in tre Macro-aree (moduli universitari) comuni e in una Macro-area (modulo universitario) specialistica a scelta degli/delle iscritti/e al corso. Per maggiori informazioni: www.csiunivr.org e centro.interculturale@ateneo.univr.it.

Un master universitario in mediazione interculturale

consegna-diplomi-gruppo-2013di Cristina Martini

Un master universitario, con formazione a distanza, per imparare a fare mediazione interculturale e gestione dei conflitti. Un master per la gestione dei conflitti e per rispondere alle sfide della società multiculturale. Un master, infine, per insegnare anche l’italiano come seconda lingua (Italiano L2) agli immigrati; e per lavorare nel mondo della sanità e del sociale.

L’Università degli Studi di Verona, con il Centro Studi Interculturali diretto dal professor Agostino Portera, propone anche quest’anno il master in Intercultural Competence and Management, nella formula delle lezioni in e-learning e dei seminari in presenza. Un corso universitario – iniziato nel 2003 – che comprende la comunicazione interculturale, la gestione dei conflitti e la mediazione interculturale in ambito aziendale, educativo, sanitario, sociale, giuridico, dei mass media e per l’insegnamento dell’italiano L2.

“C’è un aspetto di questo nostro master che è di grande utilità per le allieve e gli allievi che operano in un contesto multiculturale qual è il nostro”, spiega il professor Portera, ordinario di Pedagogia generale e di Pedagogia interculturale nell’Ateneo scaligero. “E’ la parte di formazione a distanza del master. La formazione online, infatti, con la piattaforma per l’elearning, consente anche a chi lavora di aggiornarsi e di migliorare il proprio curriculum”.

I seminari in presenza del master in Intercultural Competence and Management – che non sono obbligatori ma sono comunque consigliati –  consentono poi di confrontarsi con professionisti che hanno una esperienza pluriennale nella docenza universitaria. “Abbiamo voluto insegnanti che avessero un approccio pratico alla mediazione interculturale e alla gestione dei conflitti”, sottolinea il professor Portera. “Ma che allo stesso tempo fondassero quella pratica in solide basi scientifiche, quali sono quelle della Pedagogia interculturale e della Comunicazione”.

Lo scopo del master universitario in Intercultural Competence and Management (mediazione interculturale e gestione dei conflitti) è duplice: da un lato, accrescere le competenze per chi opera in campo educativo, aziendale, sociale, sanitario, del giornalismo e della comunicazione; dall’altro, riqualificare a livello professionale chi vuole intraprendere una nuova professione in una società, come quella italiana, che è multiculturale da sempre.

“Le allieve e gli allievi hanno modo di specializzarsi, con i moduli specialistici del master, nella mediazione interculturale e nella gestione dei conflitti in ambito aziendale, in ambito educativo, in quello sociale e sanitario e nell’ambito dei media”, sottolinea il professor Portera. “Abbiamo poi una particolare attenzione per l’insegnamento dell’italiano come lingua seconda (italiano L2), con docenti di primissimo livello. Il diploma che diamo alla fine del corso di studi è il simbolo delle competenze acquisite”.

Le iscrizioni al master in Intercultural Competence and Management (mediazione interculturale e gestione dei conflitti) sono aperte fino al 15 novembre. Per avere tutte le informazioni su un corso che prepara alle sfide della società multiculturale, basta consultare il sito del Centro Studi Interculturali dell’Università degli Studi di Verona. In alternativa, scrivere a: centro.interculturale@ateneo.univr.it. Oppure telefonare allo 045.8028164 (dal lunedì al giovedì, ore 10-12).

Competenze interculturali a scuola

competenze_gOggigiorno la tecnologia ha reso il mondo molto più piccolo e i massicci flussi migratori che – come in un sistema di vasi comunicanti – portano una moltitudine di persone a spostarsi per le ragioni più disparate, impongono la necessità di misurarsi con molteplici diversità, di cui forse quella linguistica-culturale è il segno più tangibile. Ciò significa che chiunque aspiri a divenire un cittadino preparato e competente dovrà essere fornito di conoscenze, capacità e disposizioni necessarie a fronteggiare i processi globali nei quali si è coinvolti. Tra le istituzioni sociali, la scuola, fucina e volàno di tali sfide, ha rappresentato il banco di prova della capacità di fare i conti con le differenze e la complessità. A tale evoluzione, corrisponde l’ esigenza di un profilo di insegnante del tutto nuovo, un professionista che non può più affidarsi unicamente alle tradizionali virtù lavorative come la diligenza, la bravura e la creatività, ma dovrà essere dotato di competenze compiutamente interculturali. Ma quali pratiche vengono considerate pieno esercizio di competenze interculturali da parte di chi “si sporca le mani” quotidianamente nell’attività didattica ordinaria? Quali ragioni e obiettivi li inducono a esercitarle e a promuoverle? Partendo da tali quesiti, il testo di Marta Milani descrive il processo euristico che ha portato a rilevare le concezioni spontanee di “competenza interculturale” di insegnanti operatrici o testimoni privilegiate di vari ordini e gradi di scuola del territorio di Verona e provincia esplicitandone le pratiche nel tentativo di migliorarle e renderle sempre più pratiche di eccellenza sul piano didattico generale, disciplinare e di cultura dell’insegnamento. Il libro si suddivide in due parti: la prima è dedicata alla ricostruzione delle premesse teoriche di riferimento entro le quali si innesta la ricerca, mentre la seconda entra nel vivo del progetto empirico illustrando i dati emersi nonché le categorie descrittive e interpretative utilizzate. Il lavoro si conclude con alcune proposte di carattere operativo-organizzativo e pedagogico-formativo volte a sviluppare le competenze interculturali degli insegnanti nella formazione iniziale e in servizio.

Milani, M. (2015), Competenze interculturali a scuola, Verona, QuiEdit

ISBN: 978-88-6464-313-7