Guardare al Medioriente da nuove angolazioni

Porto Burci

di Elena Guerra

Da mercoledì 3 a venerdì 5 ottobre alle 20.30 Porto Burci ospiterà la rassegna “Aspettando Mediorizzonti”, anteprima del festival veronese ideato e realizzato dall’associazione culturale veronetta129 in collaborazione con Net Generation e La Sobilla. Le proiezioni  in programma a Porto Burci, propongono al pubblico, un cambio di prospettiva per dare visioni nuove e non scontate su alcuni dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Una selezione di documentari che vanno oltre l’immaginario collettivo su paesi troppo spesso stereotipati dai media.

Mercoledì 3 ottobre verrà proiettato il documentario Bağlar (Turchia, 2016, 80’) delle registe Berke Baş e Melis Birder. Bağlar è un distretto della provincia di Diyarbakir, città centro del conflitto kurdo con la Turchia. Il film segue per tre stagioni la squadra di basket giovanile, il Bağlar Sports Club, e il loro allenatore Yildirim, un insegnante idealista di 37 anni, che dà nuovo significato e speranza alle vite dei suoi ragazzi e a tutta Diyarbakir, cercando di portarli alle finali nazionali.Lo sport come rivincita e spinta alla conquista di un’identità negata.

Si prosegue giovedì 4 ottobre con il documentario If Only I Were That Warrior (Italia, 2015, 72’) del regista Valerio Ciriaci, sull’invasione fascista dell’Etiopia, l’agognato “Posto al sole” che Mussolini volle assicurare al popolo italiano con il ricorso sistematico a crimini di guerra. Un appuntamento non strettamente legato al Medioriente ma  necessario in un paese dove crescono sempre più le “dimenticanze” storiche e le tensione “neo-fasciste”.

Chiude l’anteprima vicentina venerdì 5 ottobre i cortometraggi firmati The Guardian del regista Matteo Lonardi:

  • After Banksy: the parkour guide to Gaza, the Guardian, Gran Bretagna (2015, 3’): dei parkour di Gaza, in risposta a Banksy, ci mostrano la vita quotidiana e i sogni oltre confine. Con la colonna sonora della più grande artista hip-hop della Palestina, Shadia Mansour.
  • Crossing the Line, the Guardian, M. Lonardi, Gran Bretagna (2016, 35’): 10 artisti mediorientali intraprendono un viaggio attraverso gli USA esplorando alcune questioni chiave che il paese ha in comune con il Medio Oriente: chiusura dei confini, libertà di espressione e città sempre meno a misura d’uomo.

Il Festival Mediorizzonti è alla sua quarta edizione e ha scelto Porto Burci per lanciare la rassegna per il pubblico vicentino. Le serate sono a ingresso libero e i documentari come nei migliori festival saranno proiettati in lingua originale e sottotitolati.

Porto Burci è un centro culturale, formativo e ambientale aperto dal Comune di Vicenza nello spazio dell’ex-asilo Burci, al civico 27 e gestito da una serie di associazioni a capofila delle quali c’è Festambiente Vicenza; è un luogo aperto e condiviso, spazio dedicato alla partecipazione attiva e alla cultura, allo scambio di idee e sensibilità, alla condivisione di competenze e risorse. Nel Porto si incontrano persone e organizzazioni con obiettivi diversi ma che scelgono di operare in un luogo comune, condividendone le idee di fondo: sostenibilità ambientale, cittadinanza attiva, progettazione culturale e rete sociale.

Le attività e l’organizzazione generale sono discusse ed approvate da una “Capitaneria di Porto”, che si riunisce una volta a settimana e di cui fanno parte le realtà che hanno in gestione Porto Burci: Festambiente Vicenza (capofila), Arci Servizio Civile, Circolo Cosmos, Non Dalla Guerra, Arciragazzi, Teatro Amantidi e Legambiente.

La Capitaneria è coadiuvata dalla “Gassa del Porto”, gruppo di lavoro che ha il compito di collegare le attività e gli eventi all’interno di un calendario e di legare le diverse progettualità in un’ottica di “produzione dal basso”. La “gassa”, nota anche come “nodo bolina” o “cappio del bombardiere”, è un nodo ad occhiello che ha il pregio di non essere scorsoio, ma allo stesso tempo non si stringe mai troppo.

Porto Burci è “approdo” e “darsena”, dove le attività diventano laboratorio permanente: Scuola del fare (falegnameria e sartoria), Lavoratorium (immagine e comunicazione), (p)Orto dei Burci (orto sociale), Radio Zappa (web-radio). Porto Burci è “porto di mare”, costantemente in conversazione con altre realtà del territorio: Spritz Letterario, Arturo – Spazio Nadir, Meccano 14, le associazioni delle feste rock di Vicenza (Jamrock Festival, Riviera Folk Festival, Lumen Festival e SpioRock), la Comunità Murialdo Veneto.

La Carta di Assisi contro i muri mediatici

Foto da Corriere delle Migrazioni

di Cristina Martini

Non scrivere degli altri quello che non vorresti fosse scritto di te”: così inizia il decalogo della Carta di Assisi, che vuole porre al centro dell’attenzione il peso delle parole, il dialogo, la pace e il modo di fare informazione e comunicazione.

Presentata un anno fa nel corso dell’assemblea annuale di Articolo 21, la Carta di Assisi verrà rilanciata il 6 ottobre 2018 e sottoscritta da giornalisti/e e cittadini/e. Per Giuseppe Giulietti, presidente della Federazione Nazionale Stampa Italiana (Fnsi) “è giunto il momento di passare dall’indignazione all’azione di contrasto e denuncia nei confronti del linguaggio dell’odio e del razzismo. Il rispetto della Costituzione, dei trattati internazionali, delle carte deontologiche, del principio di non discriminazione deve diventare pratica quotidiana, perché chi usa le parole come proiettili si propone di distruggere l’informazione, ma anche e soprattutto di colpire a morte la democrazia”.

Il Manifesto di Assisi può “diventare la chiave di una nuova comunicazione capace di portare attenzione sulle periferie del mondo, onesta nel non temere di dare una rettifica, responsabile nell’uso delle parole e nel ripudio dell’hate speech, autorevole nel presidiare la rete in modo credibile e nuova nella sua attitudine di portare il messaggio dalle piazze alle nuove agorà”, si legge nel documento come prefazione al decalogo. Degli obiettivi ambiziosi ma di certo fondamentali per agire sulle discutibili azioni agite dagli utenti dei social media, ormai veri e propri creatori di contenuti.

In linea con i principi di comunicazione e giornalismo interculturale che come ProsMedia portiamo avanti, da sabato 06 ottobre (e per i nove fine settimana successivi) pubblicheremo sui nostri canali social media uno dei punti della Carta di Assisi. Dieci consigli per aprirsi all’Altro con rispetto, validi online ed offline per il vivere civile.

Arriva MediOrizzonti a Verona

di Elena Guerra

Ritorna a Verona la quarta edizione della rassegna di cinema mediorientale “MediOrizzonti”. Anteprima con Mañana Insh’allah, documentario sulla situazione migratoria nel luogo simbolo della cosiddetta “accoglienza” europea. L’iniziativa è realizzata  grazie all’associazione culturale veronetta129 e il gruppo informale Net Generation, La Sobilla e il supporto del Cinema Nuovo San Michele.

L’appuntamento con Mediorizzonti è a ottobre 2018, per il quarto anno consecutivo, al Cinema Nuovo di San Michele Extra a Verona, via V. Monti 7c, che ha supportato l’iniziativa dell’associazione culturale veronetta129, Net Generation e La Sobilla. La rassegna di cinema mediorientale propone uno sguardo libero da stereotipi e pregiudizi troppo spesso veicolati nel racconto mediatico di questa zona del mondo, e lo fa attraverso film, documentari, incontri poetici, arte, musica e presentazioni di libri. L’appuntamento vede la collaborazione del Middle East Now di Firenze, l’Associazione culturale Italo-Spagnola ACIS, Colorificio Kroen, Pink Refugeese del Circolo Pink, ARCI/Arcigay Pianeta Milk Verona, Tabulè e Prosmedia.

Si parte con l’Anteprima giovedì 4 ottobre alle 20.30, con l’aperitivo libanese e il documentario Mañana, Insh’allah (di Mattia Carraro, Lea Lazić, Otto Reuschel, 2016, 44 min) a La Sobilla, salita Santo Sepolcro, 6/b, Verona. Ingresso libero con tessera consigliata. Melilla, cittá europea sul continente africano. Notte e giorno Ilies guida attraverso la cittá. Tassista irregolare marocchino, Ilies vive fin dalla nascita sul territorio spagnolo, senza poter ottenere i documenti necessari per regolarizzare la sua attività e condurre una vita tranquilla. Aomar e Mohammed insieme a decine di giovani ragazzi marocchini, vivono nascosti tra gli scogli nelle vicinanze del porto, nella speranza di riuscire un giorno a salire clandestinamente sulle navi mercantili dirette verso il continente europeo. Climako, giovane camerunense da 5 anni intrappolato a Melilla, è stato espulso dal centro di accoglienza per migranti, e da 7 mesi è costretto a vivere in un accampamento di fortuna in prossimità del centro stesso. Prigioniero di una torbida burocrazia vive una condizione di costante incertezza riguardo al suo futuro. Seguendo queste tre storie gli autori di Mañana Insh’allah cercano di illustrare la situazione migratoria nel luogo simbolo della cosiddetta “accoglienza” europea.

Ecco di seguito il programma in breve:

  • lunedì 8 ottobre alle 20.30: primo appuntamento al cinema con il lungometraggio Wajib della regista Annemarie Jacir (Palestina, 2017, 96’) al Cinema Nuovo San Michele via V. Monti 7c. Ingresso con biglietto unico 5€;
  • martedì 9 ottobre alle 19.30: Medina Azahara . La città splendente a cura di Acis. Una serata sulla città dell’Andalusia, oggi Patrimonio dell’Umanità, a l’Osteria Ai Preti, Interrato Acqua Morta 27. Ingresso libero;
  • lunedì 15 ottobre alle 20.30: secondo appuntamento al cinema con il documentario Kedi della regista Ceyda Torun (Turchia | USA, 2016, 80’) al Cinema Nuovo San Michele via V. Monti 7c. Ingresso con biglietto unico 5€;
  • domenica 21 ottobre alle 19.00: Dj Babari & Domestic Dome a cura di Colorificio Kroen. Djset mediorientale (World Groove), con proiezioni e aperitivo libanese, al Colorificio Kroen in via Antonio Pacinotti 19 (ZAI). Ingresso con pretesseramento AICS obbligatorio a www.colorificiokroen.it/tesseramento;
  • lunedì 22 ottobre alle 20.30: terzo appuntamento al cinema con il documentario Mr Gay Syria della regista Ayse Toprak (Germania | Malta | Turchia, 2017, 85’) al Cinema Nuovo San Michele via V. Monti 7c. Ingresso con biglietto unico 5€;
  • giovedì 25 ottobre alle 20.30: Israele, mito e realtà a cura di La Sobilla. Presentazione del libro (ed. Alegre, 2018) con gli autori Michele Giorgio e Chiara Cruciati a La Sobilla, in salita Santo Sepolcro 6/b. Ingresso libero con tessera consigliata;
  • lunedì 29 ottobre alle 20.30: quarto e ultimo appuntamento al cinema con il documentario Rockabul del regista Travis Beard (Afghanistan, Australia, Bosnia Erzegovina | GB, 2018, 77’) al Cinema Nuovo San Michele via V. Monti 7c. Ingresso con biglietto unico 5€;

Gli organizzatori. L’associazione culturale veronetta129 e il gruppo informale Net Generation promuovono nel territorio veronese l’incontro tra culture diverse e tra persone per la promozione e diffusione del messaggio antirazzista in modi sempre nuovi ed originali: la prima sostiene e prende parte attiva, spesso in rete con alte associazioni ed enti, ad attività antirazziste e antifasciste sul territorio progettate su e per il territorio veronese, il secondo nasce dalla necessità di dare spazio a ragazzi e ragazze che vogliono far sentire la propria voce, creare insieme iniziative ed eventi, dimostrare che il cambiamento è possibile. La Sobilla  è uno spazio autogestito, un laboratorio di idee e di pratiche libero da sponsor istituzionali e commerciali che propone presentazioni di libri, seminari, proiezioni, esposizioni e altro ancora. Al suo interno si trovano la Biblioteca Giovanni Domaschi, Rivolta il debito / Communianetwork, Non Una Di Meno e anche singole persone che hanno deciso di condividere un progetto gestito in modo orizzontale e assembleare.
L’iniziativa è organizzata in collaborazione con il festival Middle East Now di Firenze che si occupa di cinema, arte e cultura contemporanea, focalizzati su temi forti del mondo contemporaneo, come strumento potente di conoscenza della realtà e di integrazione culturale. Con l’associazione italo-spagnola ACIS che ha lo scopo di promuovere la diffusione della cultura e della lingua spagnola a Verona, con il Colorificio Kroen, circolo culturale affiliato AICS, situato all’interno di un ex-colorificio nella zona della ZAI storica di Verona. Focalizzato in particolar modo sulla proposta musicale, nasce per creare un punto di incontro, discussione ed aggregazione attorno al mondo della musica. Sostengono l’iniziativa anche Pink Refugeese del Circolo Pink e ARCI/Arcigay Pianeta Milk Verona. E ancora con Tabulè, ristorante a Verona di cucina mediorientale. Media partner Prosmedia, gruppo di analisi dei media del Centro Studi Interculturali dell’ateneo scaligero.

Contatti. Le proiezioni sono in lingua originale con sottotitoli in italiano, accompagnate da una breve presentazione. Per informazioni scrivete a info@veronetta129.it, consultate le pagine FB Veronetta Centoventinove e/o Mediorizzonti, e guardate i video sul canale Youtube Veronetta Centoventinove.

L’epoca della post-verità: quando i pregiudizi prevalgono sui fatti oggettivi

di Barbara Minafra

Quanto sono attendibili i post che si inseguono sui social? Quanto si limitano a raccontare un fatto e non sono già un’opinione su quanto successo?

L’Oxford Dictionary, che registra l’evoluzione della lingua inglese contemporanea, due anni fa aveva scelto “post-truth” quale parola dell’anno per la crescente diffusione di un fenomeno sociale che fa riferimento a circostanze in cui i fatti oggettivi hanno minore influenza, nella formazione dell’opinione pubblica, delle emozioni e delle credenze personali.

Nella cultura contemporanea, nel mondo globalizzato e digitale la verità (il riferirsi a dati empirici verificabili che possono essere ritenuti veri perché hanno avuto luogo) sembra talvolta avere importanza secondaria. Conta più l’apparenza, o meglio, ha maggior peso la definizione che si dà degli eventi, come si ritrae la realtà.

Una foto su Instagram mostra solo un aspetto della realtà: lo spicchio di paesaggio ritratto non è il panorama nel suo complesso. Tuttavia quello scatto diventa la realtà. Quanta mis-information è contenuta in quella foto? Quanti pregiudizi costruisco sulla base di quella immagine? Quanta fake information può generarsi sui social nel momento in cui non contestualizzo la foto ma soprattutto quando il lettore non la legge in modo critico?

La comunicazione si scontra con due problematiche fra le tante: una è la tecnologia, che spesso decontestualizza quello che comunica, e l’altra è la globalizzazione dell’informazione, che va intesa anche nei termini di una comunicazione senza regole.

Da un lato tempo e spazio vengono dilatati, si perde il contesto e non si hanno le giuste chiavi di lettura per comprendere il fatto. Allo stesso modo la percezione di sé, degli altri e del mondo è strutturalmente alterata. I social network ne sono un paradigma. Dall’altro lato, chi posta un messaggio o una foto non segue regole deontologiche, non necessariamente è interessato a far capire cosa succede ma è interessato a mettere in luce il suo punto di vista. Anche il modo di informarsi, di capire, di apprendere, ne risente. Tutto diventa sporadico, occasionale, legato più al numero di visualizzazioni che all’analisi del contenuto e al confronto tra fonti.

Non si tratta semplicemente di mettere in atto pratiche di fact checking ma di contrastare quello che la post-verità mette in discussione: il valore degli eventi e dei dati oggettivi.

Se l’informazione in generale ci consente di uscire dal nostro microcosmo e di aprirci ad esperienze altre, diverse da quelle con cui veniamo in contatto di persona, tanto più importante diventa superare i limiti che ci impongono (in piena incoscienza) gli algoritmi dei motori di ricerca che finalizzano e scelgono per noi le notizie con cui entrare in contatto, che definiscono la nostra profilazione e ci chiudono nella “Filter Bubble” descritta nel 2011 da Eli Pariser e nelle “Echo Chamber” dei social media.

La “bolla di filtraggio”, il sistema di personalizzazione dei risultati di ricerche introdotto da Google nel 2009 e adottato da Facebook, isola l’utente da informazioni che sono in contrasto con il suo punto di vista, chiudendolo nella sua bolla culturale o ideologica, la cosiddetta “comfort zone”, e separandolo da punti di vista conflittuali.

La “camera dell’eco” è invece il riverbero di una informazione: idee o credenze vengono amplificate o rafforzate dalla ripetizione all’interno di un sistema definito. In pratica, le fonti non vengono più messe in discussione e le opinioni diverse o concorrenti sono censurate, non consentite o sottorappresentate. In questo modo si rafforza un concetto, si amplifica una visione univoca ed acritica su quell’argomento. Chi la pensa diversamente viene bandito, cancellato: scompare il fondamentale contributo costruttivo del dialogo e del confronto.

Se è vero che per pregiudizio si intende un’opinione non documentata e che la categorizzazione corre online (l’organizzazione delle informazioni in concetti generali facilmente utilizzabili per valutare oggetti e situazioni è la norma), diventa fondamentale capire quanto sia importante avere un approccio critico rispetto a quel che leggiamo e comprendere quanto la post-verità permei tutto ciò che è la comunicazione e la diffusione di pregiudizi nella nostra società.

Giornata di formazione “Cinema e dibattito in sala”

Patrizia Canova

di Elena Guerra

Affinare le tecniche di animazione del dibattito in sala. Questo l’obiettivo della giornata di formazione “Cinema e dibattito in sala” organizzato dallo Spazio Scuole del Festival del Cinema africano di Verona, sabato 15 settembre dalle 9 alle 18.15 in Sala Africa, vicolo Pozzo, 1 (possibilità di ampio parcheggio).

«Abbiamo verificato l’importanza di una formazione permanente che ogni anno prepari lo staff dello Spazio Scuole e i volontari del festival a introdurre al film e animare il dibattito non sempre facile nelle grandi platee – spiega la direzione artistica del Festival –. Stimolare la discussione significa saper fornire gli argomenti corretti per approfondire la prima impressione suscitata dal film. Chi conduce il dibattito deve saper usare metodi accattivanti per sollecitare l’attenzione dei più distratti, coinvolgendoli rapidamente su specifici argomenti con metodologie di gestione del dibattito testate sui film scelti».

La giornata è condotta da Patrizia Canova, consulente e formatrice di educazione ai media e intercultura.

Il programma:
– dalle 9.00 alle 13.00 approccio teorico applicato ai film in programma per la scuola primaria e secondaria di I° grado. L’esperto propone metodologie di coinvolgimento per il dibattito in sala con gli studenti.
– dalle 14.15 alle 18.15 attività laboratoriale: si sperimentano le tecniche proposte al mattino dall’esperto relative ai film in programma e l’esperto diventa “facilitatore” per capire quali sono i punti di debolezza nel cimentarsi nel ruolo di animatore di sala (l’esperto proporrà il laboratorio più idoneo a testare il metodo insegnato e le capacità dei corsisti ad applicarlo).

Lasciando il proprio contatto mail a organizzazione@cinemafricano.it si riceveranno i 2 film in preview in preparazione della giornata formativa. Il corso si rivolge a chi vuol far parte dello staff dei volontari per aiutare a gestire i dibattiti in sala nella prossima edizione del Festival di Cinema Africano (9 novembre-9 dicembre 2018).

Convegno sulle competenze del futuro

di Elena Guerra

La tavola rotonda per parlare di soft skillsSaper Essere oltre a Saper Fare!” organizzata dal CMarketing con il patrocinio del Centro Studi Interculturali dell’Università degli Studi di Verona, si terrà giovedì 6 settembre alle 17.30 al Polo Zanotto, in aula 1.1.

«Sarà un momento di riflessione per rispondere ad alcune domande sull’evoluzione del mondo del lavoro nella moderna era dell’industria 4.0. Vogliamo capire quali sono le competenze del futuroracconta Cristina Marchi organizzatricee cercheremo di rispondere a queste domande: Quali sono le competenze più richieste oggi nel mercato del lavoro? Quali sono i suggerimenti utili per “preservare” il futuro dai lavoratori di oggi? Come sarà il lavoro nei prossimi 15 anni? Perché sarà richiesta preparazione tecnica e soft skill? Quali sono i nuovi ruoli che le aziende stanno impiegando?».

Il World Economic Forum elenca le principali competenze trasversali mettendo al primo posto il problem solving, il pensiero critico e la creatività. Il Mondo 4.0 è denso di opportunità ma anche di incognite: un tema non trascurabile, sarà capire come riconvertire risorse umane già integrate nel mondo del lavoro perché possano stare al passo con i tempi.

L’evento è gratuito e aperto a tutti. Per partecipare prenotare il proprio posto al numero 333.7796600 o all’indirizzo marchi@cmarketing.it.

Cold Case, corso di formazione a Verona con Laura Baccaro

di Maurizio Corte

C’è una sfida che chiama all’azione nel trattare i “Cold Case”, i casi di cronaca nera a “pista fredda”. Non è un caso se ha avuto un grande successo la serie televisiva “Cold Case”. La sfida con l’enigma non risolto, con il problema invecchiato ma affascinante e con il tempo che passa, tutto questo rende i Cold Case affascinanti.

Una vicenda “a pista fredda” richiede tuttavia di essere affrontata con metodo. Ce ne siamo accorti la criminologa Laura Baccaro e io nello studiare il caso del sequestro e omicidio di Milena Sutter e la vicenda di Lorenzo Bozano.

Parte di quell’enorme lavoro lo abbiamo condensato nel libro “Il Biondino della Spider Rossa. Crimine, giustizia e media”, editore Cacucci, 2018.

Del metodo di lavoro con cui si affronta un Cold Case trattiamo invece in un corso di formazione di quattro ore che abbiamo voluto organizzare a Verona, venerdì 19 ottobre 2018, dalle 14.30 alle 19, nella sala conferenze di Legambiente, in via Bertoni 4.

Abbiamo pensato che fosse giusto mettere a disposizione di chi è interessato – operatore, studioso, appassionato o allievo di corsi in ambito criminologico o giornalistico – quanto siamo venuti imparando e scoprendo nel nostro lavoro sul caso del “Biondino”.

Il titolo del corso è: “Analisi crimino-mediatica dei Cold Case: il caso del Biondino della Spider Rossa”. Il corso di formazione, partendo dai concetti generali, si concentrerà su quanto è emerso studiando, analizzando e indagando la vicenda che ha portato alla pubblicazione del libro “Il Biondino della Spider Rossa. Crimine, giustizia e media” (editore Cacucci, 2018).

Il costo del corso è di 78 euro, comprensivi del libro, del materiale didattico e dell’attestato di partecipazione. Abbiamo cercato di mantenere un costo contenuto e di fornire, oltre alle quattro ore di corso, anche il libro e del materiale didattico che pensiamo possa essere utile.

PROGRAMMA DEL CORSO DI FORMAZIONE SUI COLD CASE

Laura Baccaro: “Analisi psico-criminologica nei cold case”
Laura Baccaro è psicologa giuridica e criminologa, docente di Psicologia criminale in varie università.

Maurizio Corte: “Giornalismo investigativo: raccolta e analisi delle fonti (metodo di lavoro e raccolta dati)”
Maurizio Corte è giornalista professionista e docente di Giornalismo Interculturale all’Università di Verona

Le iscrizioni vanno fatte entro venerdì 12 ottobre 2018 attraverso il sito dell’Associazione Psicologo di Strada (www.psicologodistrada.it).

Il corso di formazione “Analisi crimino-mediatica dei Cold Case: il caso del Biondino della Spider Rossa” è organizzato in collaborazione con l’Associazione culturale ProsMedia, che svolge analisi e ricerca sui media nell’ambito del Centro Studi Interculturali dell’Università di Verona.

Laura Baccaro tratterà gli aspetti criminologici dei “Cold Case”. Come si lavora nell’analisi di tipo crimino-dinamico su un caso come quello del “Biondino della Spider Rossa”. Operare con metodo è essenziale per cercare di arrivare alla soluzione di casi indubbiamente complessi, non fosse che per il tempo passato dal loro accadere a quando li si riprende in mano.

Da parte mia, tratterò il tema del Cold Case dal punto di vista del Giornalismo Investigativo: come si deve porre un giornalista di fronte a un caso a “pista fredda”. Non solo: quale utilità possono avere i giornali (e i media in generale) nello studiare una vicenda di tanto tempo prima.

La professoressa Baccaro porterà la sua esperienza e la sua conoscenza psicologica e criminologica. Per quanto mi riguarda, cercherò di trasmettere quanto ho imparato sul campo, nello studio di un Cold Case – come il “Biondino della Spider Rossa” – che ho affrontato come studioso dei media. Ma che mi ha giocoforza portato ad allargare la visuale all’investigazione giornalistica.

Per informazioni ulteriori sul corso: cortemedia@virgilio.it. Istruzioni e scheda per iscriversi a corso “Analisi crimino-mediatica dei Cold Case: il caso del Biondino della Spider Rossa”: http://www.psicologodistrada.it/cold-case-criminologia-e-media-corso-di-formazione.

Aperte le iscrizioni al Master in Intercultural competence and management

Sono aperte le iscrizioni alla nuova edizione del Master di primo livello in “Intercultural Competence and Management”, diretto dal professor Agostino Portera,  e organizzato dal Centro Studi Interculturali dell’Università degli Studi di Verona, un percorso di studi a distanza (e-learning) e seminari e lezioni in presenza, per favorire la partecipazione anche di chi già lavora. La durata complessiva è di un anno e risponde alla necessità di rinnovare i propri strumenti nell’ambito della mediazione.

Il termine per iscriversi è il 7 ottobre 2018. Le lezioni avranno inizio, con la piattaforma della formazione a distanza, il 9 novembre successivo. Il corso – incentrato sulla mediazione interculturale, la gestione dei conflitti e la comunicazione interculturale – si concluderà entro il 15 dicembre 2019, con la tesi di Master.

Le competenze interculturali sembrano essere sempre più un valore aggiunto in diversi ambiti dell’attuale società complessa: gestione dei conflitti, comunicazione interculturale, immigrazione, globalizzazione, internazionalizzazione delle imprese, mediazione in ambito sociale, sanitario e giuridico. Il Master in “Intercultural Competence and Management” (Comunicazione, Gestione dei conflitti e Mediazione interculturale in ambito aziendale, educativo, sociosanitario, giuridico, dei mass media e per l’italiano L2) prepara professionisti in grado di cogliere i rischi e le opportunità in un contesto pluralistico e multiculturale. Insegna a saper individuare, mediare e gestire conflitti e potenzialità di crescita e di arricchimento. Per questo è con formazione a distanza Al  seguente link si possono leggere gli approfondimenti e il video di presentazione del direttore Agostino Portera.

Il percorso formativo si articola in tre Macro-aree (moduli universitari) comuni e in una Macro-area (modulo universitario) specialistica a scelta degli e delle iscritte al corso. Per maggiori informazioni scrivere una e-mail a centro.interculturale@ateneo.univr.it.

Insegnare l’Italiano come lingua seconda

di Elena Guerra

Sono state prorogate fino al 18 agosto le iscrizioni ai moduli specialistici del Master in “Intercultural Competence and Managament” – corso di alta formazione universitaria in Mediazione interculturale, Comunicazione e Gestione interculturale dei conflitti. Tra i moduli specialistici a cui possono accedere anche allievi esterni al corso, vi raccontiamo le tre giornate intensive che danno diritto a 12 CFU (crediti di formazione universitaria) sulla “Didattica dell’italiano come L2” dal 19 al 21 ottobre dalle 9.30 alle 13 e dalle 14.30 alle 19.

Il programma del corso prevede quattro insegnamenti tenuti dalla docente Paola Celentin, studiosa e docente specializzata nell’insegnamento dell’Italiano come lingua seconda e nella didattica delle lingue straniere:

  • Didattica delle lingue moderne: modello di competenza comunicativa per una lingua seconda e abilità linguistiche. A differenza della didattica tradizionale, che attribuiva la massima importanza alla correttezza grammaticale delle espressioni linguistiche, gli orientamenti più recenti privilegiano la nozione di efficacia comunicativa, tanto nella forma scritta che nella forma parlata. Questa nozione si lega quindi all’acquisizione, da parte di chi impara una lingua, della competenza comunicativa;
  • Modelli operativi e tecniche glottodidattiche per l’insegnamento dell’Italiano come L2, ossia Unità didattica/unità di apprendimento, Sillabo/curricolo, e Tecniche didattiche;
  • Educazione interculturale e insegnamento dell’Italiano come L2, ossia Shock culturale e apprendimento linguistico, Legame con le discipline scolastiche, Implicazioni cultura-lingua, e Ruolo della lingua d’origine nella costruzione dell’identità. L’ultimo ventennio ha visto l’aumento degli alunni stranieri nella scuola dell’obbligo e nella scuola superiore, soprattutto a seguito dell’innalzamento dell’obbligo scolastico. Questa nuova sfida che la scuola affronta con coraggio, con inventiva e scarsità di mezzi, ha comunque permesso ormai di indicare un percorso per l’inserimento degli alunni stranieri, con attenzione sia alle metodologie di insegnamento della L2, che all’accoglienza e alla educazione interculturale
  • Italiano L2 per lo studio e il successo scolastico, ossia successo scolastico per italofoni e per non italofoni, Percorsi di apprendimento dell’italiano L2 in contesto scolastico, Caratteristiche della lingua dello studio, e Tecniche didattiche per il lavoro sulla lingua dello studio e delle discipline. I risultati delle indagini dimostrano che, se sviluppiamo test sulle abilità di comunicazione, le differenze vengono di solito annullate dopo uno o due anni, mentre occorrono dai cinque ai sette anni perché i test che accertano le abilità di tipo cognitivo-accademico siano attendibili. Per abilità di tipo cognitivo-accademico si intendono quelle abilità che si acquisiscono sulla lingua e per la lingua, abilità che, peraltro, sono oggetto di apprendimento complesso anche per i ragazzi italiani.

Due dimensioni rendono complessi i compiti di apprendimento della lingua per studiare: le difficoltà e i processi cognitivi; la contestuallizzazione o, al contrario, l’astrattezza della proposta linguistica. Le tecniche didattiche impiegate dall’insegnante dovranno essere adeguate al tipo di difficoltà che si intende affrontare e al punto di sviluppo della competenza comunicativa dello studente.

Oltre alla Didattica dell’Italiano come lingua seconda (Italiano L2), gli ambiti a cui si può iscrivere entro il 18 agosto sono: Scuola, Educazione e Formazione; Imprese e Relazioni internazionali; Giornalismo interculturale, Media relations e Comunicazione digitale; Servizi sociali e sanitari; Mediazione in ambito giuridico. I moduli possono essere frequentati, previa iscrizione, anche da chi non è iscritto al master. La quota di iscrizione varia a seconda della specializzazione scelta, di seguito il link al modulo di iscrizione http://www.dfpp.univr.it/documenti/Concorso/bando/bando965360.pdf. Per informazioni potete rivolgervi alla mail centro.interculturale@ateneo.univr.it.

Corso in Giornalismo interculturale, media relations e comunicazione digitale a Verona

di Cristina Martini

Una comunicazione e un’informazione attente all’Altro, dialoganti, rispettose. Da questo proposito indispensabile in un contesto multiculturale nasce il corso specialistico in Giornalismo interculturale, media relations e comunicazione digitale che si terrà dal 9 all’11 novembre all’Università di Verona.

Inserito nel percorso formativo del master in Intercultural competence and management, il corso sarà tenuto dai docenti Maurizio Corte e Giulia Bezzi; vedrà alternarsi teoria e pratica al fine di fornire strumenti utili per ricercare notizie, scriverle e diffonderle nel rispetto della diversità culturale. Comunicare significa poi anche conoscere le dinamiche dei media tradizionali e dei social media digitali, le relazioni dei network, il coinvolgimento del pubblico di riferimento.

I tre giorni di corso specialistico si svilupperanno in questo modo:

Giornalismo interculturale: tecnica giornalistica e comunicazione interculturale

– Tecnica del giornalismo: come si scrive una notizia

– Giornalismo interculturale: scrivere articoli e notizie nel rispetto della diversità culturale

– Giornalismo investigativo: la tecnica d’inchiesta

Media relations

– Come si fa ufficio stampa: il comunicato stampa e la sua diffusione

– Media relations online: l’ufficio stampa per il digitale

Comunicazione digitale: webmarketing e social media

– Introduzione sulle dinamiche online: come promuoverci online?

– La strategia: il target, le azioni e il piano di marketing

– Il sito: la nostra casa, il luogo in cui farci conoscere

– I contenuti: come scrivere per il web

– I social: quali sono i social network su cui puntare ora?

Il corso avrà un costo di 750 euro e riconoscerà 12 crediti formativi universitari (CFU). Le iscrizioni sono aperte e si concluderanno domenica 5 agosto; l’avvio sarà vincolato al raggiungimento di un numero minimo di iscritti. Per ricevere il modulo per la presentazione della domanda è possibile scrivere alla mail centro.interculturale@ateneo.univr.it o scaricarlo da questo indirizzo.