Idee e innovazione alla prima TedXVerona

Foto di TedxVerona
Foto di TedxVerona

di Cristina Martini

Ispirazione, condivisione e diffusione di idee e il coraggio di trasformarle in progetti innovativi. Da questo spirito è nata la prima edizione di TEDxVerona, che domenica 23 febbraio al palazzo della Gran Guardia a Verona ha visto alternarsi sul palco undici relatori con esperienze diverse ma con qualcosa in comune: il pensiero laterale, filo conduttore della giornata. Imprenditori, scienziati, ricercatori, ma anche artisti, pensatori e sportivi, che hanno saputo pensare fuori dagli schemi senza seguire la logica tradizionale, usando la creatività e la multidisciplinarità per trovare soluzioni e risolvere problemi.

TEDxVerona ha ospitato molte idee, presentate con una breve relazione supportata da materiali audiovisivi; sul palco Frieda Brioschi, fondatrice di Wikimedia Italia che si occupa di diffondere contenuti aperti e gratuiti; Massimo Delledonne, tra i primi scienziati a decodificare il genoma umano; Stefano Scozzese, web designer di successo a cui molti personaggi famosi hanno affidato la loro immagine e Maurizio Denaro, amministratore delegato di Aptuit Verona.

Nel pomeriggio spazio al co-fondatore dell’applicazione mobile Glancee acquistata da Facebook, Andrea Vaccari, seguito dalla biologa Clara Cassinelli, che si occupa di biomateriali. Sono intervenuti anche lo sportivo Alessandro Bordini, non vedente, che ha intrapreso il giro del mondo in solitaria ed Alex Bellini, specialista in imprese estreme, quali le traversate oceaniche in canoa a remi; il musicista jazz Mauro Ottolini, premiato dai critici nel 2010 come miglior arrangiatore italiano e Lucia Dal Negro, che si occupa di progettazione sociale ed inclusiva per imprese.

A chiudere la TEDxVerona l’intervento di Alessandro Zonin, che fa parte anche del gruppo di analisi dei media ProsMedia dell’Università degli Studi di Verona. Laureato in sociologia e marketing manager per Ibm Italia, si occupa di ricerca sui temi della social network analysis e di digital journalism. «Studiare i dati provenienti dai social network che quotidianamente generiamo in modo spontaneo interagendo con i nostri amici e con i nostri contatti digitali, ci permette rappresentare e analizzare le conversazioni come reti di relazioni e contenuti – spiega Alessandro Zonin –, con l’obiettivo di individuare i nodi cruciali, gli attori più rilevanti ed influenti ed i temi più condivisi e dibattuti». Dal mondo virtuale al mondo reale, l’analisi ha trovato applicazione anche nel mondo della scuola, grazie ad alcune insegnanti che hanno sposato il suo progetto: attraverso giochi e laboratori svolti in classe, è stato possibile far concretizzare ai bambini, con l’ausilio di cartelloni, gomitoli di lana e disegni, le loro relazioni di amicizia.

E proprio all’interazione hanno lavorato gli organizzatori di TEDxVerona, che hanno creato appositamente dei momenti di confronto tra i partecipanti, alternandoli ai discorsi dei relatori. Spazio alle idee, al dibattito, alla condivisione. Un’occasione che si ripeterà con certezza anche il prossimo anno, visto il grande successo di pubblico.

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